
E’solo un ricordo una tristezza oramai passata come in un tango
Da un intervento di Elettra Cecilia su WhipArt
“Il Tango, come ha detto nobilmente Borges, è “un pensiero triste che si balla”. È una danza sensuale e malinconica, i suoi passi sono fieri e languidi, le sue movenze ricordano un duello d’amore. La musica che ispira il tango ha posto le basi per un’autentica affermazione del corpo, anzi dei corpi, nel loro intreccio e nella loro intesa, nella comunicazione silenziosa che passa fra un uomo e una donna. Il Tango, quindi, è una possibilità di rappresentarsi e di rappresentare la musica, il corpo, lo spazio e l’anima.”
Un pensiero triste, che si balla.
Un ballo per esorcizzare la tristezza, a volte,
della vita.
Un rito spontaneo e ritmato,
nato nelle periferie tra gli emigranti e gli emarginati,
come a volte lo è l’anima, emarginata ed estranea.
Comunicazione silenziosa che scivola sulle parole ..
“Tango es macho es fuerte… es la vida… es la muerte” recita una canzone.
Ma non solo,
è donna e uomo,
è tristezza, ma anche felicità
e, forse, è solo l’amore e la vividezza delle nostre emozione,
che riescono ad avere, insieme, questo duplice aspetto,
come tutte le cose realmente vissute
e a cui si è appartenuti,
per il tempo di un ballo o di una vita.
E’ un ritrarsi,
un darsi, senza mai perdersi di vista,
comunque vicini, anche, nella apparente lontananza.
E mentre, i piedi
divengono zoccoli di cavallo,
che percorrono, in un spazio limitato, galoppi infiniti,
lei è là ad attenderti, a farti entrare
tra le sue gambe che si aprono, e si proiettano verso il cielo,
come nel rito dell’amore.
Tango
un apparente perdersi,
un per sempre ritrovarsi,
nel corpo che diviene terra creta
e si plasma e si confonde ..
Si possono percorrere mille spazi nel tango,
la sala diviene una arena,
che occupi interamente,
nella esplosione di gioia per la vita,
oppure, a volte, ti basta un anfratto, una zona d’ombra,
affinché tutto avvenga
Nel tango
non esiste un cammino angusto,
ma una parentesi di infinito,
che puoi possedere,
qualunque spazio tu possa occupare,
e la musica diviene recitazione,
pensiero che si materializza nel movimento,
mentre,
l’anima scivola alla superficie,
scorre nei muscoli, e nelle vene,
diventa urlo ed esplosione,
nella materia che si compone e si scompone,

Allo stesso modo,
una psicoterapia,
composizione e scomposizione dell’anima,
che si fonde e si confonde,
fin quando non sai più
se i tuoi pensieri sono i tuoi pensieri
o solo voce dell’altro,
che parla o che ti ascolta.
Una apparente tristezza di un attimo,
quella del ricordare e del rivivere
per apprezzare, poi, subito dopo,
la bellezza del vivere ora e domani
ed il ricordo è solo un ricordo
di una tristezza, oramai passata
come il tempo di un tango.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto Immagine di Luciana Savignano e altre foto riprodotte a fini didattico eslpicativo

gilberto gamberini









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