
.Ho citato la resistenza e l’eroico nonno,
perché, in quella particolare famiglia, di mio cugino Ivan,
il ricordo di quel nonno fu un fatto sempre presente,
ispiratore di principi universali e familiari,
di dignità, di tolleranza, di libertà,
e di amore per gli altri,
che, poteva spingere anche a estremi sacrifici.
Non si citava molto,
il nome di Dio,
in quella famiglia “mangiapreti”
ma, io credo
che la presenza di Dio,
fosse più presente lì,
che, in molti altri luoghi,
perché lo era nei gesti quotidiani
e nei comportamenti,
nel loro spirito di sacrificio,
nella loro grande chiarezza e serenità interiore ..
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

Come sono nati i tanti Circoli
Arci di Bologna? Come si è realizzato
e continua ad operare
nella nostra comunità un tessuto
associativo così ricco di attività
culturali, ricreative e di solidarietà?
..
Cominciamo, non a caso, con il
Circolo Arci Guernelli.
Nel 1988 il Circolo Guernelli ha
pubblicato un volume che ricostruisce
la propria storia. Si
tratta di vicende che si intrecciano
strettamente con la vita
degli abitanti della zona attorno
a Via Vezza, nel quartiere di
San Donato, dopo le nuove costruzioni
avvenute negli
anni ’30.
Citiamo dalla pubblicazione del
Circolo:
“ Le abitazioni di quell’agglomerato
erano considerate di edilizia
popolarissima: i palazzi, alti
7 piani avevano alcuni appartamenti
di misura minima e altri
di media misura, comunque
tutti avevano un’insufficiente capienza
anche perché le famiglie
erano quasi tutte numerose.
Gli appartamenti erano collegapartenente
ti tra di loro da un ballatoio che
andava da un capo all’altro del
piano. Tra i palazzi vi era una
costruzione più bassa che fungeva
da portineria.
Si dice che tali costruzioni avessero
una funzione ben precisa,
e cioè quella di contenere gente
antifascista, onesti operai e lavoratori
di sinistra da tenere
sotto controllo, ma anche elementi
malfamati che viveva di
espedienti, con lo scopo di far
credere al bel mondo borghese
che in quei palazzi vi abitasse la
“teppaglia”.
(Teppaglia) che, quando si trattò
di andare a difendere la patria
per riscattarla da tutti i mali
che le aveva prodotto il fascismo,
non ebbe tentennamenti e
molti furono i giovani che da
quei palazzi partirono per raggiungere
le basi partigiane”.
A liberazione avvenuta si ricominciò
a vivere e non vennero
dimenticate le istanze di partecipazione,
di impegno diretto per
la costruzione di un domani migliore.
..
Al CRAL venne dato il nome del
partigiano Guido Guernelli, ap-
appartenente alla Brigata 7° GAP,
caduto nella gloriosa battaglia
di Porta Lame”.
I primi locali del Circolo Guernelli
furono ricavati nella portineria
che era servita, durante il fascismo,
a controllare gli orari e gli
spostamenti degli inquilini.
.
Presidente del Circolo Guernelli
fu a lungo (dal 1959 e fino alla
morte nel 1992) Gino Milli.
Gino Milli, partigiano, era vigile
urbano del Comune di Bologna,
con una mansione speciale: accompagnatore
e addetto alla sicurezza
del Sindaco di Bologna,
Giuseppe Dozza.
La personalità di Milli, instancabile
promotore e coordinatore,
caratterizzò il dinamismo del Circolo
Guernelli, realizzando assieme
a tante iniziative culturali,
ricreative e sportive (fra cui la
costruzione della palestra), interventi
di volontariato per il recupero
e la salvaguardia delle aree
verdi. Non venne mai dimenticato
l’impegno sociale e politico,
con la lotta contro la disgregazione
sociale anche realizzando
corsi di avviamento al lavoro per
elettricisti e fontanieri.
È una operosità che continua
tutt’ora ..
Le finalità del
Circolo sono: “lotta all’esclusione
sociale, promozione dell’educazione
alla solidarietà, attività culturali
e sportive ..”
Attualmente il Circolo svolge attività
di calcio, basket, podismo,
ginnastica anziani, ginnastica artistica,
ginnastica adulti, corso
di ballo, biliardo, pesca, scacchi,
giochi di simulazione, corso di
pittura, pallavolo, karate.
fonte L’Onda Arci Bologna News
Eugenio Ramponi

gilberto gamberini









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