
L’ipnosi e la Psicoterapia ericksoniana
sono uno strumento per comunicare col nostro profondo,
altrimenti chiamato inconscio.
Il riappropriarci di noi stessi –cioè di quello che siamo veramente-
attingendo alle nostre potenzialità profonde,
ci permette di trovare le possibili soluzioni ai nostri problemi.
Raccontare della vita è come raccontare di un viaggio.
Parlare di viaggio non è un termine improprio,
in quanto è un percorso all’interno di noi stessi, nel profondo dell’anima.
In questo viaggio il terapeuta
accompagna, aiuta e rende agevole il compito
della persona, che all’inizio si fa guidare ma poi si guida da sola.
La guida iniziale non rappresenta un dirigere la vita di qualcuno, ma tutt’altro.
La guida iniziale sfrutta la conoscenza che il terapeuta ha dei vari condizionamenti e dei vari meccanismi che impediscono alla maggioranza delle persone di guardarsi dentro perché si sono riempite di paura, dolore, pensieri, adoperando un unico e solito punto di vista che ha cercato di dare delle soluzioni, errate, ad un loro problema.
Un viaggio che ognuno di noi può compiere all’interno della propria psiche,
o anima come la chiamava Freud.
Anzi in realtà è il racconto di un viaggio
che compiono insieme e sullo stesso piano il terapeuta e la persona.
In un viaggio che si compie insieme si guardano delle cose,
si ascoltano, si percepiscono e si gustano e quando uno dei due non capisce,
domanda all’altro e l’altro risponde.
Non si porta il compagno di viaggio a diventare quello che non è
ma a recuperare quello che è.
Questo viaggio è rivolto a tutti quelli che vogliono rendersi conto del perché delle cose,
che vogliono capire come funziona la mente profonda inconscia
e come si svolgono i processi emozionali all’interno di noi stessi.
Il conoscersi dentro, attraverso un linguaggio che parla la stessa lingua del profondo,
è un modo per riappropriarci della nostra anima perduta,
vale a dire di quello che siamo e siamo sempre stati
ma non abbiamo mai avuto il coraggio e/o l’opportunità di lasciare emergere.
È un processo, a volte lento ma comunque inarrestabile,
di conoscenza e di comprensione delle nostre potenzialità, che spesso non sapevamo di avere.
È un semplificare la vita, liberandoci delle cose che non ci servono più
e ricercando invece quelle che ci piacciono,
quelle che sono rimaste in fondo ad un cassetto del quale, nel corso degli anni, abbiamo dimenticato anche l’esistenza.
Recuperare il linguaggio analogico che usa il nostro profondo
per sognare e per vivere le proprie emozioni.
Il recupero di questo linguaggio, durante questo viaggio, diventa anche possibilità di cura.
fonte Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 su licenza Demetra dal libro Ipnosi: Dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà
Autore Gilberto Gamberini
La Metafora del Viaggio è la netafora stessa della vita.

gilberto gamberini









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