
C’era una donna di una certa età che presentava una chiazza d’alopecia. Aveva consultato invano molti dermatologi. Si pensò ad una causa psicologica, per cui fu inviata per un trattamento di psicoterapia ed eventualmente di ipnosi regressiva.
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La donna era stata la segretaria privata del presidente di una grande azienda che operava in Italia ed all’estero:
per il lavoro aveva sacrificato tutto
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Il presidente, quando era in viaggio, la contattava continuamente per trasmetterle le disposizioni sulle cose da fare. Lei doveva essere sempre disponibile. Non esistevano giorni di festa. I funzionari della società si erano abituati a considerarla il tramite tra loro ed il presidente. Lei si sentiva indispensabile ed in fondo questa sensazione le piaceva.
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A quei tempi aveva un fidanzato che desiderava sposarla. Lei si era resa conto che questo avrebbe significato la fine della sua carriera, per cui cercò di prendere tempo. Il fidanzato non attese a lungo ed il loro rapporto finì.
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Completamente libera, si dedicò ancora di più al proprio lavoro: anzi il lavoro riempiva la sua solitudine.
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Negli anni a seguire non ebbe altri affetti se non quello dei genitori.
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Quando loro morirono lei si tuffò ancora di più nel proprio lavoro. Gli anni passarono e il vecchio presidente si ritirò lasciando il posto ai propri figli. Il figli decisero delle profonde innovazioni e le affiancarono diverse segretarie. Lei non era più indispensabile. Nessuno la chiamava più la domenica. Col passare del tempo, si rese conto che veniva messa gradualmente in disparte.
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Oramai era arrivata agli ultimi mesi di lavoro prima della pensione. Il suo futuro era triste, buio di solitudine. Non aveva amici, non aveva alcun parente prossimo vivente, non aveva figli, non aveva hobby non aveva speranze, avendo vissuto la sua vita unicamente per il suo lavoro, ed ora, quel qualcosa in cui lei aveva creduto non esisteva più. Aveva focalizzato sul proprio corpo le sue paure e le sue incertezze sul futuro.
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Aveva psicosomatizzato la sua angoscia e la sua solitudine su quella chiazza di alopecia sul capo. Chi trattò questa persona scelse, giustamente, di non rivelarle il percorso che aveva compiuto la sua psiche. Il dirlo avrebbe rappresentato la giusta diagnosi e avrebbe riempito d’orgoglio il terapeuta, ma avrebbe danneggiato la persona perché le avrebbe tolto un frammento di speranza ulteriore.
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Dire ad una persona di una certa età,
che non può più tornare indietro,
per riappropriarsi di quanto ha irrimediabilmente perduto,
che ha sbagliato tutto nella sua vita, certamente,
non l’aiuterà a vivere nel suo futuro.
Chi trattò questa persona scelse di rimandarla dal dermatologo,
escludendo, che, un fatto psicologico
fosse la causa della chiazza di alopecia.
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Qualora dal passato emergessero
delle cause più angosciose,
rispetto alla semplice limitazione di una alopecia
(che il suo inconscio ha volutamente celato per il suo bene),
sarebbe opportuno e preferibile non portarle a livello cosciente.
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Tutti i diritti riservati al Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà di Gilberto Gamberini
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foto riprodotte per motivi didattico esplicativi
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gilberto gamberini









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