
Bologna, 25 novembre 2005
L’ennesimo episodio di violenza urbana è avvenuto mercoledì sera quando una ragazza di 30 anni, a Bologna per seguire un master universitario, è stata aggredita e violentata nella zona di Corticella da un uomo, con ogni probabilità extracomunitario ..il sindaco di Bologna Sergio Cofferati commentando lo stupro compiuto a Bologna mercoledi sera. “E’ un atto di violenza da condannare sempre. Nel frattempo bisognera aiutare - ha concluso Cofferati - nel modo piu’ efficace la donna che ha subito violenza a superare il trauma” .
fonte rai news 24
nbsp;
Video riprende parte dell’aggressionenbsp;Fonte nbsp;nbsp;TGCOM
Picchiata e stuprata in pieno giornonbsp;senza che nessuno le prestasse aiuto. E’ accaduto ad una 30enne di Bologna, con lanbsp;telecamera del vicino distributore di benzina chenbsp;nonnbsp;ha filmatonbsp;lo stupratore, ma ha ritratto l’indifferenza degli automobilisti di passaggio.nbsp;La giovane, avvicinata nei pressi dell’esercizio commerciale dal suo aggressore,nbsp;è statanbsp;pestata, trascinata in un giardino condominiale e violentata. Il fatto è avvenuto nel quartiere Navile della città, uno spicchio della metropoli emiliana che non è nuovo ad episodi di violenza: l’anno scorso due immigrati si affrontarono a colpi di pistola. E nel capoluogo questo è il terzo caso di stupro in pochi mesi. La ragazza era scesa dal bus 27/a alla fermata di via Bentini seguita dal suo aggressore che era sul mezzo insieme a lei. Un primo tentativo di stupro è stato effettuatonbsp;nella zona a fianco del distributore, andando però a vuoto. L’aggressore però non ha desistito e ha percosso la ragazza costringendola a forza ad attraversare la strada per andare nel giardino condominiale dovenbsp;è stato consumato lo stupro. Proprio la fase dell’attraversamento della stradanbsp;è stato ripreso dalla telecamera: si vedono nelle immagini le due sagome attraversare con l’uomo che trascina la ragazza mentre un camper e una macchina passano, probabilmente, non accorgendosi di nulla. A quel punto, nel cortile del condominio, si è consumata la violenza. Prima di fuggire il violentatore ha tirato anche deinbsp;calci al volto della sua vittima.
.
nbsp;
Quanti di noi hanno paura ad affrontare, a mettersi in mezzo ad un tentativo di violenza o ad una violenza consumata? Per me che scrivo e per voi che ascoltate è facile indignarsi, usare parole di fuoco e poi il passare ad un altro argomento, qualche istante dopo ..come in un talk show Vorrei che tutti riflettessimo su questo, e che superassimo questa specie di vigliaccheria collettiva che ci prende per la paura di essere coinvolti Certo .ognuno di noi con le sue ragioni .ognuno di noi con le sue giustificazioni .come le tre scimmiette non vediamo, non parliamo e non ascoltiamo. E se le cose non vogliamo vederle, nè ascoltarle nè pronunciarsi su di esse .è come se non fossero accadute, le nascondiamo nel profondo e poi ricominciamo a girare nella nostra giostra quotidiana, senza meta, senza ricordo e senza futuro .
Perché questo accade? Quando in fondo siamo tutti più o meno sensibilizzati a quanto accade? Il problema è che non siamo coinvolti. Siamo sensibilizzati alle più svariate tematiche ma non siamo coinvolte in esse. Ci siamo senza esserci. Ognuno tira fuori i propri impedimenti, le proprie paure. Sono le giustificazioni alle cose che ci impediscono di comprendere pienamente quello che accade e di elaborarlo in modo tale con noi stessi e con gli altri per non farlo riaccadere mai più.nbsp; Quello che colpisce è che partecipiamo di più a quello che avviene al di la di uno schermo televisivo piuttosto che a quello che avviene nella realtà accantonbsp; a noi. Perché la realtà ci fa così tanta paura? E viceversa perché siamo così attirati e coinvolti dalla finzione che simula la realtà? E’ un atteggiamento umano invertito.
Umani con gli oggetti che inscatolano le personenbsp;nbsp; e disumaninbsp; con le persone vere. .
Mi viene in mente un altro fatto di cronaca riportato dai media, poi fortunatamente dimostratosi non vero ma che poteva essere vero. A Gela un bambino era stato ricoverato in fin di vitanbsp; per fame ..Fortunatamente non è accaduto .ma poteva essere vero.nbsp; Tutti abbiamo mandato qualcosa per lo tsunami, per un terremoto, per una sofferenza sulla qualenbsp; i media battono il tamburo .Ma dove non batte il tamburo? Avremmo fatto lo stesso per un vicino di casa in grave difficoltà? O per un animale in pericolo? Siamo in grado di comprendere il disagio di un figlio che ci vive accanto? Eppure siamo pronti e svegli e tutti psicologi per comprendere una sofferenza lontana. Comprendiamo il lontano e non comprendiamo più il quotidiano. E quando quel quotidiano ci passa accanto .rispondiamo distrattamente .voltandoci dall’altra parte .abbiamo già dato .
nbsp;
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
nbsp;
Foto riprodotte a fini didattico esplicativi
nbsp;

gilberto gamberini









Anteprima del commento