
Vignette, «France Soir»
scatena la bufera islamica
Fonte AVVENIRE Da Parigi Daniele Zappalà
L’onda anomala delle vignette danesi ha investito in pieno anche la Francia, dopo che mercoledì lo storico quotidiano France Soir aveva scelto in prima pagina il titolo «Sì, abbiamo il diritto di far caricature su Dio», riproducendo poi le 12 vignette nordeuropee sotto accusa.
Una scelta valsa subito il licenziamento in tronco del direttore Jacques Lefranc ad opera del proprietario franco-egiziano della pubblicazione Raymond Lakah come «segno forte di rispetto dei credenti e delle convinzioni intime di ogni individuo»….
Il licenziamento del direttore di France Soir, quotidiano fra l’altro da mesi sul bordo della bancarotta, ha suscitato un coro di proteste indignate nel mondo politico e dei media. I dipendenti del titolo in crisi hanno votato in giornata una mozione contro l’allontanamento «arbitrario e infondato» di Lefranc. Il controverso proprietario Lakah, qualificato nella petizione come «azionista seppellitore del titolo», è stato invitato a «non interferire nel contenuto del giornale». Contro di lui si è schierato anche il nuovo direttore ad interim Eric Fauveau, che si è subito dimesso.
Oggi il giornale titolava: «Aiuto Voltaire, sono diventati pazzi».
Da parte sua, il direttore di Charlie Hebdo ha annunciato la ristampa «per solidarietà e principio» delle 12 vignette anche sulle pagine del settimanale satirico. …..

Aiuto Voltaire, sono diventati pazzi….
Gli illuministi si rivolterebbero nella tomba…..

Un mondo capovolto,
d’occidente e d’oriente, unito dalla stupidità,
che non si scandalizza per le grandi tragedie,
di oggi e di ogni tempo,
che non si scandalizza più per la morte dei bambini,
dall’Ossezia alla Palestina.

Un mondo che parla e straparla non per far cessare le violenze,
ma per alimentarle, giustificarle…
Un mondo che perde il senso della ironia e del ridersi addosso
è un mondo triste, a cui non appartengono i bambini….
E’ un mondo estraneo per loro.

Un mondo capovolto….che da importanza alle superficie delle cose e che perde di vista la loro essenza.
Un mondo capovolto
non più parole ….non più riflessioni….
non più emozioni…non più risa…
Un mondo di corpi senzanbsp; senza volto….
Un mondo che dimentica il tempo presente e il tempo futuro
che rimpiange il passato triste …

Un mondo con un unica stagione coperta da un perenne velo grigio….
E sotto quel velo, lo stupore dei bambini, che non comprendono il mondo degli adulti e di altri bambini che seguono i modelli di violenza che il mondo degli adulti insegna.

Purtroppo il mondo non è una fabbrica di giusti…..ne nascono troppo pochi rispetto ai consumi….
L’inviolabilità delle idee provoca i conflitti nei rapporti interpersonali,
e allo stesso modo li provoca tra lenbsp; nazioni.
E’ la rigidità mentale,
il prendersi troppo sul serio
che uccide l’armonia dell’universo.
nbsp;
I bambini sanno guardare oltre la superficie delle cose .
In una famosa favola .
i sarti ingannano il re, dicendo di confezionare per lui abiti inesistenti,
il re è nudo eppure tutti coloro che lo vedono sfilare
magnificano gli abiti, che non esistono,
solo un bambino ha il coraggio di dirlo“ il re è nudo”
I bambini sanno ridere,
i ragazzi sanno ridere,
gli adulti sanno solo far piangere ..
I bambini
sanno trasformare la realtà quando vogliono giocare,
gli adultinbsp;non sanno giocare e non sannonbsp;nbsp;trasformare
nbsp;
La sacralità per un bambino
è nella sicurezza e nell’amore.
La sacralità per un adulto
è chiusa da mura,
che impediscono ai raggi di sole della speranza di entrare.
nbsp;
La sacralità per un bambino
è nelle realtà delle cose che tocca, che ascolta e che vede.
La sacralità per l’adulto
è nelnbsp;paradosso di una vita dopo la morte,
tanto forte da negare la vita.
nbsp;
Manipolazioni
che si tingono della triste tonalità del grigio come il fumo dei camini ..
nbsp;
I colori della vita sono quelli dei bambini,
come fiori di prato,
la primavera che verrà ..
nbsp;
I sogni di realtà dei bambini
sono dietro l’angolo ad aspettare un gesto .
mentre gli adulti sono troppo occupati
in un vuoto
che rivestono di abiti inesistenti, come quelli del re .
nbsp;
Dicono che ne uccide di più la parola che la spada,
ma le cattive manipolazioni,
anbsp;volte sette sataniche di stupidità,nbsp;
sono parole premessa di spade…..
nbsp;
Noi a tali uomini,
che non ci rappresentano, che non ci amano, che non ci convincono
preferiamo la balena,

simbolo del nostro, mai sopito, desiderio di libertà e di vita.

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Gilberto Gamberini riproduzione riservata
foto riprodotte a fini didattico esplicative
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gilberto gamberini









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