Asserzioni verificabili Transizioni Asserzioni non verificabili

Essendo vere e verificabili le prime, l’altro può fare un bel respiro profondo e sentire il suo respiro, vengono accettate anche le ultime non verificabili, che non sono necessariamente in relazione di tempo e di causa con le prime, cioè il lasciarsi andare. La transizione crea questo rapporto. M..H.Erickson lentamente ampliava le possibilità di Donald Lawrence nel getto del peso. Un giorno gli disse: “Ora hai quattro anni di più Donald. Andrebbe proprio bene che ti prendessi la medaglia d’oro”. Sidney Rosen commenta: “La prima frase è vera; la seconda parte della frase potrebbe essere vera. Sovrapponendole Erickson le pone sullo stesso piano”.

Comunicazioni che avvengono in sequenza. Asserzioni verificabili – transizioni – asserzioni non verificabili.

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Le asserzioni verificabili
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Le asserzioni&#nbsp; verificabili mi permettono di mettermi in sintonia con gli altri. Questo tipo di comunicazione dà credibilità, perché le asserzioni si riferiscono a fatti reali, esistenti, direttamente controllabili attraverso i loro sensi.&#nbsp; Ricalcano quello che gli altri potrebbe in qualsiasi momento fare o che hanno già fatto, oppure che stanno&#nbsp; facendo, cioè quello che gli altri vedono, ascoltano, percepiscono. Tutto questo li porta ad una&#nbsp; attenzione più profonda verso loro stessi e verso le cose che li&#nbsp; circondano: li inducono a focalizzare.

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Facciamo un primo esempio:“ Puoi sentire il tuo respiro…percepisci il&#nbsp; calore della tua mano appoggiata sulla tua gamba…percepisci il brusio delle parole delle altre persone che sono in questa stanza…ascolti i rumori che vengono dall’esterno… guardi attraverso la finestra aperta quel grande albero che è nel giardino…”

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Poi un secondo esempio : “Stai&#nbsp; respirando… senti il suono&#nbsp; della mia voce… seduto su quella sedia senti i tuoi piedi che toccano il pavimento… vedi il quadro appeso alla parete…” Infine un terzo esempio: ”Sei in piedi davanti alla finestra… percepisci il caldo di questa stanza… senti l’odore di fumo che c’è qui dentro…&#nbsp; ascolti il suono lieve delle tue inspirazioni ed espirazioni… guardi fuori…”

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Si possono fare più affermazioni verificabili dagli altri, generalmente almeno tre, in modo tale da comprendere tutti e tre i canali sensoriali, chiamati anche&#nbsp; schemi rappresentazionali, in quanto rappresentano la modalità attraverso la quale noi ci mettiamo in comunicazione e rappresentiamo il mondo che ci circonda e il nostro mondo interiore. Gli schemi rappresentazionali comprendono il visivo, l’auditivo ed il cenestesico, cioè il tatto, il gusto e l’olfatto. Se io riesco a comprendere attraverso quale senso gli altri si mettono prevalentemente in contatto con il mondo,&#nbsp; potrei insistere su quello ignorando gli altri.&#nbsp;&#nbsp;

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Le transizioni verbali e descrittive
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Le transizioni rappresentano una modalità per fare procedere&#nbsp; un discorso che si snoda in modo logico e naturale.

Rappresentano un fenomeno di facilitazione del rapport con termini che danno un senso di continuità tra le&#nbsp; asserzioni verificabili e quelle non verificabili, senza apparente nesso logico e temporale tra loro. I termini di transizione possono essere congiunzioni, avverbi, aggettivi, sostantivi e verbi che stabiliscono una connessione temporale, un nesso di causalità o la conferma di una aspettativa. Per esempio: “…e … oppure… e mentre … perché…e via via che…piano piano… naturalmente… magari…e senza alcun sforzo…sarebbe bello… andrebbe proprio bene…ti rendi conto che…e puoi…puoi fare…e farai…e ti sentirai…”

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Le asserzioni non verificabili
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Le asserzioni non verificabili mi permettono di&#nbsp; utilizzare la comunicazione che ho già instaurato con gli altri. Le asserzioni non verificabili vengono collegate alle asserzioni verificabili attraverso transizioni verbali e descrittive.

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Per esempio, le frasi “ Puoi fare un bel respiro profondo, puoi sentire il tuo respiro (2 asserzioni verificabili).. e (transizione).. puoi…(transizione)… lasciarti andare completamente, puoi staccare completamente da tutto quello che ti circonda (Asserzioni non verificabili) “

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Essendo vere e verificabili le prime, l’altro può fare un bel respiro profondo e sentire il suo respiro, vengono accettate anche le ultime non verificabili, che non sono necessariamente in relazione di tempo e di causa con le prime, cioè il lasciarsi andare. La transizione crea questo rapporto.

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M..H.Erickson lentamente ampliava le possibilità di Donald Lawrence nel getto del peso. Un giorno gli disse: “Ora hai quattro anni di più Donald. Andrebbe proprio bene che ti prendessi la medaglia d’oro”. Sidney Rosen commenta: “La prima frase è vera; la seconda parte della frase potrebbe essere vera. Sovrapponendole Erickson le pone sullo stesso piano”.

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In un altro racconto riportato da Bandler e Grinder, Erickson stava trattando una donna affetta di cancro. Erickson, ricalcando tutte le convinzioni della donna, disse: “Lei è venuta qui perché il suo medico le ha detto di farlo e non capisce come delle semplici parole potrebbero alleviare il dolore che prova. La morfina non aiuta ad alleviare il dolore che prova. Gli interventi chirurgici non aiutano ad alleviare il dolore che prova. E lei pensa che questa sia la cosa più stupida che ha mai sentito. Bene, lasci che le faccia una domanda. Se proprio adesso quella porta si dovesse spalancare… e lei guardando dovesse vedere una grande enorme tigre affamata… che si lecca i&#nbsp; baffi… e … che guarda solo lei… quanto dolore pensa che sentirebbe? ” Visto che le prime cose dette da Erickson sono vere e reali, in quanto ricalcano cose pensate dalla altri, potrebbe essere vera o potrebbe diventarlo, per le motivazioni che la altri ha, anche l’ultima affermazione di Erickson che è completamente immaginativa.

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Ora proviamo a completare le frasi dette in precedenza come asserzioni verificabili, mettendole in rapporto alle asserzioni non verificabili, attraverso le transizioni.

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Nel primo esempio .. dicevamo: “ Puoi sentire il tuo respiro…percepisci il calore della tua mano appoggiata sulla tua gamba…percepisci il brusio delle parole delle persone che sono in questa stanza…ascolti i rumori che provengono dall’esterno…guardi attraverso la finestra aperta quel grande albero che è nel giardino…” Ora aggiungiamo quello che non c’è ma che potrebbe esserci, in quanto cosa piacevole e gradita, dicendo: “…e…ti rendi conto…che…puoi imparare…tante cose…che… prima…non ti rendevi conto di sapere…e…che…ti faranno sentire…piacevolmente…a tuo agio…piacevolmente comodo…e…rilassato…e…tante altre cose….man mano…che…passeranno i giorni…finiranno…per mettersi a posto…da sole…senza…che…tu faccia…alcuno sforzo…”

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Facciamo un&#nbsp; secondo esempio, dapprima con le cose controllabili dal nostro intrlocutore che ricalcano la sua esperienza reale, quali: “ Stai respirando…senti il suono della mia voce…seduto su quella sedia senti i tuoi piedi che toccano il pavimento….vedi il quadro&#nbsp; appeso alla parete…” Ora, visto che sono vere tutte le cose appena affermate, faccio diventare vere anche quelle che non sono completamente vere ma che, comunque, sono auspicabili e plausibili, dicendo: “…e…mentre…ti rendi conto…delle tue inspirazioni…e…delle tue espirazioni…puoi…lasciarti andare…ancora…di più…e…magari… rivedere… delle cose… che… vengono… da un altro tempo… e … da un altro luogo… e … chiederti…delle cose…le cui risposte…si erano perse…nel tempo… ma… ora…le hai ritrovate… Molto bene… E… ora… che… le hai ritrovate… puoi sentire… una sensazione di appagamento… che… nasce dal profondo…e…che…non ti abbandonerà…mai più…”

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Nel terzo esempio il modello è sempre lo stesso, cioè si tratta di fare più asserzioni su cose immediatamente verificabili e poi collegarle mediante una transizione ad uno stato mentale orientato generalmente verso l’interno.

Possiamo dire : “Sei in piedi davanti alla finestra… percepisci il caldo di questa stanza… senti e l’odore di fumo che c’è qui dentro… ascolti il suono lieve delle tue inspirazioni ed espirazioni… guardi fuori…” Siamo partiti da fatti reali e possiamo arrivare a fatti immaginativi, dicendo: “guardi fuori… e… puoi… magari… chiederti… come sarebbe bello… lasciando… vagare la mente… vedere… altre cose… oltre… a quelle… che… vedi… e…percepire… oltre gli odori…che…senti… altri odori… portati dal vento… odori lontani… di spezie… ed… ascoltare… il fruscio… della&#nbsp; seta&#nbsp; d’oriente… e … mentre… assapori… tutto questo… ti puoi… sentire… diverso… diverso da quello… che… sei sempre stato… ed… in quella diversità… che… diventa… conoscenza… e… appagamento… dolcemente… lasciarti… andare… lasciando… che… le tue vesti… gonfiate dal vento… diventino una vela… che… solca… l’infinito… mare… dell’oblio…”….

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Liberamente tratto e modificato dal Libro Ipnosi: Dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà Giunti Editore Autore Gilberto Gamberini

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