La Voce e la Parola

Per entrare in comunicazione, per creare rapport con gli altri uno dei primi ritmi a cui ci adeguiamo, cioè che ricalchiamo, è quello della loro respirazione.... Le parole entrano in sincronia con la sua inspirazione. E’ come se si sciogliessero nel suo sangue assieme all’ossigeno, per poi raggiungere il profondo dove sono assimilate elaborate e consumate. Poi quello che resta fuoriesce all’esterno, assieme all’espirazione, alla ricerca d’altre parole... Il contare in crescendo, per esempio dal numero 1 al numero 10, sulle inspirazioni fornisce al altri una serie di istruzioni per apprendere e per fare, mentre il contare in decrescendo dà una serie di segnali per ritornare....L’altro sente la voce che proviene dall’esterno come se provenisse dalla propria testa. La voce del terapeuta diventa la sua voce interna.

La cadenza e le variazioni del tono verbale.

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Per entrare in comunicazione, per &#nbsp;creare rapport con gli altri uno dei primi ritmi&#nbsp; a cui ci adeguiamo, cioè che ricalchiamo, è quello della&#nbsp;loro respirazione.

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Noi possiamo metterci in rapporto anche con una persona che sta dormendo, che ha staccato la spina dal suo visivo esterno, ma che continua a comunicare verso l’esterno attraverso il canale auditivo e cenestesico. Noi possiamo sincronizzarci sul ritmo del suo respiro, respirando insieme a lei, alla sua stessa velocità intensità e frequenza. Dopo un po’ di tempo, possiamo provare a controllare se siamo in rapporto, variando la velocità della nostra respirazione e&#nbsp; verificando se anche la sua varia con noi. Se lei accelera, anche noi acceleriamo, poi progressivamente possiamo cominciare a rallentare il ritmo della nostra respirazione e se anche lei&#nbsp; rallenterà con noi, significa che abbiamo rapport. Fatto questo, possiamo sincronizzare la cadenza della nostra voce con&#nbsp; le sue inspirazioni e dire delle cose o porre delle domande. Potremmo&#nbsp; anche toccarla per metterci in comunicazione con lei. Infine le daremo delle istruzioni per poter rispondere; ad esempio attraverso i movimenti del corpo.

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La cadenza della voce del terapeuta è tendenzialmente lenta calma e&#nbsp; si sintonizza col ritmo del respiro dell’altro. Le parole entrano in sincronia con la sua inspirazione. E’ come se si sciogliessero nel suo sangue assieme all’ossigeno, per poi raggiungere il profondo dove sono assimilate elaborate e consumate. Poi quello che resta fuoriesce all’esterno, assieme all’espirazione, alla ricerca d’altre parole. Se io ad ogni inspirazione conto un numero, aumenterò il rapporto ed approfondirò l’intensità della trance. Il contare in crescendo, per esempio dal numero 1 al numero 10, sulle inspirazioni fornisce al altri una serie di istruzioni per apprendere e per fare, mentre il contare in decrescendo dà&#nbsp; una serie di segnali per ritornare.

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Come diceva M. H. Erickson: “Per mantenere fissa&#nbsp; l’attenzione del altri su di voi, dovete cercare di parlargli come se steste parlando solo a lui. Non&#nbsp; dovete mai parlare in un tono di voce troppo basso…La vostra voce andrà solo da voi a lui, lì e non oltre…La mia voce ti accompagnerà ovunque andrai..” Infatti, nella trance ipnotica, la distinzione tra terapeuta e altri viene abolita. L’altro sente la voce che proviene dall’esterno come se provenisse dalla propria testa. La voce del terapeuta diventa la sua voce interna.

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Le variazioni del tono della voce sono&#nbsp; dei segnali. Ad esempio,&#nbsp; per approfondire, il tono della voce sarà più profondo, a volte quasi sussurrato, oppure, per porre fine all’induzione, sarà molto simile&#nbsp; a&#nbsp; quello che si usa comunemente nel linguaggio di tutti i giorni.

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Le pause indicate nel testo da&#nbsp; tre puntini consecutivi sono lo spazio temporale che intercorre tra una inspirazione e l’altra; in realtà possono essere anche più lunghe e possono anche essere annunciate verbalmente dicendo: “Ti do un po’ del mio silenzio“. Le pause sono necessarie per dare&#nbsp; il giusto tempo, per recepire, per elaborare a livello inconscio. Rappresentano il momento per riflettere e per riflettersi.

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Le sottolineature per analogia sono delle&#nbsp; parole che vengono calcate verbalmente o pronunciate in un certo modo. Le sottolineature si ottengono rallentando ancora di più la cadenza della voce, variando il tono della voce oppure inserendo&#nbsp; una&#nbsp; pausa prima o dopo . Le sottolineature diventano una ulteriore suggestione&#nbsp; indiretta, all’interno della stessa induzione d’ipnosi.

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Tutte i tipi di parole possono essere usate in questo modo, in quanto non conta tanto quello che si dice, ma come lo si dice; comunque, ricordiamo tutte le transizioni verbali e descrittive, le gratificazioni, ad esempio “ Molto bene “ “ Hai una forte volontà “ certe parole&#nbsp; che&#nbsp; confermano una aspettativa od un desiderio come&#nbsp; “ Goditela ancora di più “ “ Ti puoi lasciarti andare ancora di più “ ecc. ecc. Le parole, inoltre, vanno oltre il loro significato intrinseco e diventano assonanze di suoni che creano altre assonanze interiori di immagini e di sensazioni.

Diventano linguaggio del profondo.

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liberamente tratto e modificato dal libro Ipnosi Dilatare la mente per con conoscere e trasformare la realtà Giunti Editore Autore Gilberto Gamberini

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Pubblicato il 13 febbraio 2006 in: Corso Ipnosi Comunicazione Psicoterapia Erickson

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