
S.Freud ebbe sull’ipnosi delle intuizioni teoriche che andavanonbsp; oltre i limiti dell’epoca ed anche nella modalità non seguì alla lettera le istruzioni per una induzione di tipo autoritario, ma non seppe mai staccarsi del tutto da una prassi operativa che a quei tempi era usuale.
Non seppe dare forma concreta alle sue grandi intuizioni teoriche per cui dopo un periodo di entusiasmo iniziale rinunciò all’ipnosi e cercò altre strade.
Il limite non era nell’ipnosi in se ma in quel tipo di ipnosi praticata, che escludeva i buoni soggetti ipnotici in grado di elaborare le idee e sceglieva i suggestionabili ed ubbidienti.
Ma, i soggetti ubbidienti sono pochi non rappresentano più del 15 % della popolazione per cui quel tipo d’induzione si addice a poche persone. Mentre i soggettinbsp; elaboranti sono tutti purché si rispettino i loro modi ed i loro tempi, strettamente personali.
All’epoca mancava anche l’idea della inter-relazione tra terapeuta e paziente che avrebbe permesso il superamento di molti limiti.
D’altra parte, niente succede per caso.
Se S.Freud avesse ottenuto dall’ipnosi tutto quello che si aspettava forse non avrebbe cercato altre strade che poi lo avrebbero condotto alla codificazione della psicoanalisi.
nbsp;
S.Freud parlando dell’induzione affermava: “ Il miglior sistema è questo: si invita il paziente a sedersi comodamente gli si raccomanda di fare molta attenzione Si fa in modo che la camera sia oscura e silenziosa. Eseguiti questi preparativi ci si pone davanti al soggetto e lo si invita a fissare due dita della mano destra del medico facendo attenzione alle proprie sensazioni “.
In realtà non esiste un sistema migliore valido per tutti i pazienti non esiste neppure un sistema, manbsp; una modalità di comunicazione in rapporto a quel paziente ed in rapporto alle sue aspettative positive.
La camera può essere anche luminosa e rumorosa basta elaborare gli elementi situazionali ambientali e personali ricalcando, cioè rispecchiando quello che il paziente sta vivendo.
nbsp;
S.Freud occupava due sistemi rappresentazionali della realtà del paziente il visivo quando lo invitava a fissare le dita della sua mano ed il
cenestesico quando invitava il paziente a prestare attenzione alle proprie sensazioni.
Se avesse occupato anche il terzo sistema cioè l’auditivo ricalcando in modo sincrono con la cadenza della sua voce il ritmo del respiro del paziente avrebbe determinato una situazione di sovraccarico.
Occupando tutti i sistemi rappresentazionali del paziente avrebbe aumentato l’intensità dello stato ipnotico.
nbsp;
S.Freud riprendeva le sue istruzioni per la seduta di ipnosi dicendo: “Il suo volto ha già un’espressione fissa il suo respiro è profondo lei è tranquillo le palpebre le pesano gli occhi si socchiudono ecco che già non vede più distintamente ora dovrà deglutire poi gli occhi le si chiuderanno ed ecco che lei dorme”.
” Qui ci siamo limitati a suggerire le sensazioni ed i processi motori che quando si instaura il sonno ipnotico si verificano naturalmente il volto assumerà una espressione fissa si avrà una respirazione profonda gli occhi cominceranno a lacrimare chiudendosi e riaprendosi più volte si verificheranno uno o più movimenti di deglutizione ed infine le pupille essi muoveranno in alto ed in basso le palpebre diverranno pesanti e si stabilisce l’ipnosi “.
“Se le sue sensazioni non si svolgono secondo l’ordine delle suggestioni che gli vengono comunicate si provocheranno in lui contraddizioni”.
“Si può dire che il soggetto non deve avere tempo di riflettere di verificare la corrispondenza alla realtà di quanto gli viene detto”.
nbsp;
In realtà non è necessario che si verifichino tutti questi processi fisici per realizzare una efficace alterazione dello stato di coscienza. Per evitare che si verifichino nel paziente delle contraddizioni è necessario che le istruzioni siano vaghe aperte date come possibilità e non come obbligo; per esempio affermando che può fare questo o può fare quello l’importante è che ottenga unnbsp;nbsp;nbsp; nbsp;nbsp;rilassamento!
Questo tipo di istruzione è chiamato doppio legame terapeutico.
In ogni caso tutte le reazioni del paziente chiamate impropriamente resistenze possono essere da parte del terapeuta elaborate incorporate e gestite.
È necessario che tutto quello che viene detto paziente abbia una corrispondenza con la realtà perché così sarà percepito dal paziente come piacevole e non invasivo ed aumenterà la credibilità del terapeuta.
Posso partire da asserzioni che il paziente può verificare passando successivamente attraverso transizioni ad asserzioni non verificabili.
È necessario mantenere il rapporto col paziente uniformandosi ai suoi ritmi. Il ritmo che io posso facilmente percepire è quello del suo respiro col quale posso sincronizzarmi.
In ogni caso è necessario assecondare il paziente rispecchiando quello che lui sente quello che lui vede quello che lui ascolta. Allo stesso modo il terapeuta sarà credibile quando le sue affermazioni esprimeranno quello che anche lui sente vede od ascolta.
nbsp;
nbsp;
S.Freud continuava ad enunciare le istruzioni per la seduta di ipnosi dicendo: “Abbastanza spesso succede che il paziente dopo che ha chiuso gli occhinbsp; il suo volto assuma un’espressione sorridente. Questo fatto non deve infastidire il medico; in genere vuol dire che il soggetto può ancora giudicare la propria condizione che gli appare ridicola e singolare; ma può anche voler dire che egli non subisce ancora nessuna influenza ma solo un influenza molto blanda”.
Magari il paziente è solo felice ed allora si potrebbe ricalcare questa condizione congratulandosi con lui per quel bel sorriso che esprime.
Successivamente S.Freud suggeriva delle cose che ricalcano il comportamento del paziente che si era discostato dal comportamento usuale restando sveglio e non in silenzio.
nbsp;
Quindi S.Freud conosceva il ricalco ma non lo aveva codificato come metodo di comunicazione da usare col paziente durante la seduta di ipnosi.

Infatti S.Freud affermava: “So perfettamente che lei non è addormentato né occorre che lo sia. Perché dovrei semplicemente farla addormentare dimodoché lei non capirebbe quando le parlo? Lei non dorme lei è sotto ipnosi e quanto adesso le dirò le provocherà una speciale impressione e le sarà molto utile”.
“Si possono ottenere risultati terapeutici estremamente positivi anche in casi in cui l’ipnosi e solo apparente”.
nbsp;
“Bernheim ed altri hanno stabilito una distinzione dei diversi gradi d’ipnosi che dal punto di vista pratico non è molto utile stare ad esporre. L’unico elemento decisamente importante è che il soggetto sia o no piombato in stato sonnambolico cioè se l’ipnosi ha provocato in lui uno stato di coscienza così totalmente diverso da quello solito che dopo essersi risvegliato egli non ricordi niente di quanto è accaduto durante l’ipnosi”.
“Il grado di ipnosi cui si può giungere è condizionato dalla reazione casuale del soggetto non dal procedimento del medico”.
nbsp;
“Si può ottenere un’ipnosi soddisfacente anche usando altri metodi quali quello di massaggiare il viso e il corpo del soggetto oppure mediante un’associazione di idee l’immagine dell’addormentarsi e di tenere fissa l’attenzione del soggetto mediante una sensazione continua”.
“La suggestione che viene comunicata durante l’ipnosi costituisce il reale valore terapeutico di questa”.
Successivamente S.Freud nel corso della seduta suggeriva un modo per trattare il dolore affermando: “Lei non prova più alcun dolore in questo punto io vi appoggio la mano ed il male scompare”.
nbsp;
nbsp;
Questa tecnica impositiva potrebbe funzionare con alcuni pazienti ma certamente si otterrebbero dei risultati migliori usando il condizionale che andrebbe incontro alle aspettative positive del paziente. Per esempio si potrebbe dire che sarebbe bello che lui non sentisse più alcun dolore in quel punto. Altrimenti si potrebbe accedere ad una esperienza precedente di anestesia che il paziente ha conosciuto come quella dentaria e trasferirla successivamente nel punto del dolore.
nbsp;
nbsp;
S.Freud continuava: “Quando l’ipnosi non è ancora perfettamente compiuta bisogna impedire che il soggetto parli perché con questa manifestazione motoria si dissolverebbe l’atmosfera incantata che avvolge la sua ipnosi ed egli si desterebbe. Invece si può senz’altro permettere che i soggetti in stato sonnambolico parlino si muovano lavorino e si possono ottenere i più intensi influssi psichici interrogandoli sui loro sintomi e sulla causa di questi mentre sono sotto ipnosi”.
In realtà è opportuno mantenere la comunicazione col paziente qualunque sia lo stato di profondità dell’ipnosi.nbsp;
Assecondando il suo desiderio di parlare si ottengono più dati e si mantiene il rapporto con lui.
nbsp;
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
fonte Freud: Sogno, Ipnosi e Suggestione
nbsp;
Sigmund Freud La magia della parola Ipnosi da teatro
nbsp;
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini









Anteprima del commento