
E’ insito nel concetto del rapport il rispetto profondo per la psiche o, come diceva S. Freud,
per l’anima del paziente.
Il terapeuta è come un pittore che sulle tele che dipinge può trasfigurare le persone, facendole diventare un’altra cosa o meglio le fa diventare quello che non sono mai state prima, cioè se stesse, attingendo dal profondo di ognuno le risorse e le potenzialità inespresse, vale a dire quello che sanno già fare ma non hanno coscienza di poter fare .
E’ necessario prestare attenzione a quello che il paziente dice perché quello che conta non è l’entità del problema ma come il paziente lo vive, perché un problema vuol dire sofferenza profonda dell’anima. Sarebbe opportuno etichettare diversamente il problema, ad esempio chiamarlo come una soluzione errata, in tal modo risulta più facile sgridare l’errore e non l’errante e proporre delle possibili soluzioni, visto che in gioco non è più la persona intesa come entità ma il suo comportamento.
Creare rapport significa rispecchiare, ricalcare….
sintonizzarsi con quel paziente in modo tale che la comunicazione sia fluida e coinvolgente .
Il rapport si instaura uniformandosi al comportamento del paziente.
Bisogna sempre osservare il comportamento del paziente ed il suo modo di comunicare.
Bandler e Grinder dicono: “Parlare di sensazioni, nel momento in cui l’altro ha immagini visive, non costituisce rapport

Se invece voi calibrate il ritmo della vostra voce a quello della sua respirazione, se sbattete le palpebre, se vi dondolate o annuite allo stesso ritmo suo, creerete rapport.
Se dite “Ti rendi conto del calore della tua mano dei suoni della stanza dei movimenti del corpo mentre respiri”
queste parole asseconderanno l’esperienza della persona perché tutte queste cose sono lì presenti.”

Per instaurare una comunicazione con una persona, è necessario parlare il suo linguaggio e ricalcare esperienze che lui conosce.
Inoltre è necessario aggiungere che la comunicazione deve essere armonica, vale a dire: ciò che si dice lo si deve anche sentire dentro altrimenti si ha una trasmissione empatica negativa.
Osservare i messaggi subliminali che inconsciamente trasmettiamo…..
Anche lo spiazzamento può creare rapport….
E’ necessario anche ribadire, visto che il significato di una comunicazione non è in quello che viene dato ma quello che viene recepito, che è sempre opportuno cambiare percorso, rispiegare quanto si è detto oppure fare delle domande per capire quando si percepisce tensione nel nostro interlocutore.
Se si vuole ottenere qualche cosa da qualcuno, bisogna stimolarlo positivamente. I messaggi positivi vibrano alla stessa frequenza dell’inconscio e quindi sono in grado d’influenzarlo. Messaggio positivo non vuol dire solo vedere un bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto -o credere che nella vita è molto meglio stare comodi che scomodi- ma vuol dire anche valorizzare quello che siamo e quello che possiamo fare con le risorse di cui disponiamo.

Abbiamo finora detto cosa è necessario fare, vediamo ora cosa è necessario non fare.
I messaggi negativi hanno un impatto immediato e vengono facilmente accettati senza discussioni.
Se io dico” Stupido ” in mezzo ad una folla, si voltano almeno in dieci.
E qualcuno lo farà inconsciamente perché si sente inadeguato.
Noi -in quell’ attimo- diventiamo la conferma di come lui si sente. Quello che io credo vero è più vero di quanto non possa essere vero …
Se io invece a qualcuno dico” Bello ” non sempre viene accettato perché un termine positivo suscita spesso perplessità per un modo di sentirsi e di giudicarsi.
Se io dico” Bello” ci si guarda intorno alla ricerca di qualcun altro oppure ci si chiede subito dove sta la fregatura ” Chissà dopo cosa vuole da me oppure: cosa cercherà di vendermi? ”

Un messaggio negativo penetra dentro di noi come fossimo di burro e ci fa venire un problema che magari non avevamo….
Un messaggio negativo crea ansia ….
È necessario anche evitare messaggi che generano dubbio, in quanto viene recepito l’aspetto negativo.
Frasi fatte, modi di dire, generalizzazioni come “Ti va bene eh ! ” ti fanno quasi sentire in colpa perché le cose della vita stanno andando per il verso giusto e ti creano l’aspettativa che prima o poi qualche cosa di brutto ti dovrà per forza accadere, quasi come se fosse un qualche cosa di inevitabile, perchè con questa frase si dà quasi per scontato che dobbiamo stare male.

Frasi come “Troppo comodo pensarla così!”sono allo stesso livello della precedente, come se il modello che proponessero fosse quello della scomodità.
Ma se io ho una poltrona confortevole regolarmente acquistata, sulla quale se lo desideri ti faccio anche accomodare, perché non ho il diritto di godermela?
Con questa visione di fondo della vita, poi queste persone qualche sofferenza sicuramente ce l’hanno e se non ce l’hanno, sicuramente se la procurano.
Difficilmente si potrà togliere la sofferenza senza mutare la loro concettualità sulla vita.
Frasi del tipo ” Tu non capirai mai niente di questa materia Non hai le basi Non sei maturo Se non cambi verrai bocciato Sei troppo distratto”.
E poi la frase più inesorabile che lo fa sentire diverso anche se diverso non è che dice” Tu hai bisogno dello psicologo o dello psichiatra ”
Se io dico a qualcuno che non capisce una certa cosa, lo metto nella condizione psicologica di non capirla.
La minaccia della bocciatura lo fa sentire fuori gara e stimola la sua ribellione che si può manifestare anche col perpetuare i suoi atteggiamenti di non attenzione.
Se uno è distratto, vuol dire che ha molta fantasia e vuole altresì dire che l’insegnante non è abbastanza bravo per riuscire a spiegarsi e ad interessarlo.
Il bisogno dello psicologo, dello psicoterapeuta o dello psichiatra è relativo a ben pochi casi.
Molte volte una terapia diventa una creazione di motivi che conferma il proprio disagio e l’incomprensione che si sente intorno.

Libera elaborazione dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 Autore Gilberto Gamberini

gilberto gamberini









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