
C’era una volta
C’era una volta una principessa,
dallo sguardo di fuoco, dal corpo d’alabastro,
mani e piedi delicati d’uccello.
Avresti costruito cattedrali nel deserto per lei.
Avresti attraversato deserti di sale.
Avresti colto il frutto
e poi conservato nel cuore l’indelebile ricordo.
Saresti morto in mille battaglie pronunciando il suo nome,
prima di quello della madre che ti aveva generato

Saresti andato oltre le colline dell’arcobaleno
ed avresti colto
i frutti proibiti dell’albero del bene e del male.
Avresti cavalcato mille miglia.
Saresti caduto in mille burroni ed ogni volta ne saresti uscito,
arrampicandoti e scorticandoti le dita,
solo per il piacere della sua vista e di un suo sguardo.
Avresti abiurato il tuo Dio e mille altri ancora.
Avresti vinto le tue debolezze .
diventando uguale a quello che lei voleva,
e avresti goduto di quella trasformazione,
come se fosse stata una nuova nascita.
Utero animato,
che avresti scelto da cui nascere e a cui tornare
Là saresti anche morto,
perchè vi è un punto nella vita di non ritorno.
Un viaggio di sola andata.
Ma

era solo un sogno un brutto sogno
e i raggi del sole del mattino,
si trasferiscono nei tuoi occhi
ed illuminano quello che guardi e che guarderai ancora
se saprai vederlo
senza ferirti
coi fantasmi del tuo passato .
riproduzione riservata Gilberto Gamberini

gilberto gamberini









Anteprima del commento