Io mi nutro di quello che trovo dentro di me
A cura di Gilberto Gamberini
Pubblicato il 12/04/2006
Cerchiamo di focalizzare su quella sedia tutto il suo dolore....la stacchiamo dal corpo e la lasciamo su quella sedia che possiamo vedere, percepire, ascoltare, come una cosa che non ci appartiene più.
SEDIA (gestalt)
Cerchiamo di focalizzare su quella sedia tutto il suo dolore, magari facendogli provare il massimo del dolore possibile su quella sedia e poi quel dolore, lo lasciamo lì, la stacchiamo dal corpo e la lasciamo su quella sedia che possiamo vedere, percepire, ascoltare, come una cosa che non ci appartiene più.
Il dolore è là e possiamo guardarlo ed il paziente, con il resto del corpo che funziona bene, lo lasciamo tornare a casa.

Se il paziente è fortemente motivato e collaborante può funzionare.
Variante di questa tecnica è la possibilità di lasciare, sulla sedia, il dolore mentre la parte che prima era dolente la puo`portare a casa, falsa alternativa in doppio legame, come fosse insensibile e che quindi non sente più nulla.
All`interno di questo si potrebbe inserire la confusione.....
la tecnica del guanto, del ghiacciolo e della alterazione spazio temporale...
la poltrona del disagio....
Gilberto Gamberini