
C’era una volta…. una brioche
Eri nata in una pasticceria, lungo una stretta via, dove l’odore si espandeva dove prima nulla c’era.
Ti avevano cullata, riscaldata e poi la vita ti avevano data, riempiendoti di dolcezza e di marmellata.
E poi su un vassoio distesa, ed avviata, trasportata nel luogo dove venivi consumata.

Era un luogo grigio e fumoso, e per l’emozione un po’ di marmellata ti era scappata.
Il barista ti ha guardata, con lo straccio ti ha asciugata e tu come una sberla l’hai percepita.
Poi qualcuno ti ha afferrata, mani untuose ti han carpito e dalle altre e dal vassoio ti han separata.
In una bocca, che neppure ti ha guardata, sei scivolata, in mille pezzi frantumata, l’anima ti è scappata, in una discesa buia sei scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata.
La tua vita come quella di Marinella, neppure un giorno è durata.

Appena nata sei già stata mangiata.
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gilberto gamberini









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