C’era una volta... una brioche alla marmellata

In una bocca, che neppure ti ha guardata, sei scivolata, in mille pezzi frantumata, l’anima ti è scappata, in una discesa buia sei scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata. La tua vita come quella di Marinella, neppure un giorno è durata. Appena nata sei già stata mangiata.

C’era una volta…. una brioche

Eri nata in una pasticceria, lungo una stretta via, dove l’odore si espandeva dove prima nulla c’era.

Ti avevano cullata, riscaldata e poi la vita ti avevano data, riempiendoti di dolcezza e di marmellata.

E poi su un vassoio distesa, ed avviata, trasportata nel luogo dove venivi consumata.

Era un luogo grigio e fumoso, e per l’emozione un po’ di marmellata ti era scappata.

Il barista ti ha guardata, con lo straccio ti ha asciugata e tu come una sberla l’hai percepita.

Poi qualcuno ti ha afferrata, mani untuose ti han carpito e dalle altre e dal vassoio ti han separata.

In una bocca, che neppure ti ha guardata, sei scivolata, in mille pezzi frantumata, l’anima ti è scappata, in una discesa buia sei scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata.

La tua vita come quella di Marinella, neppure un giorno è durata.

Appena nata sei già stata mangiata.

Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati

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Pubblicato il 23 aprile 2006 in: 21 C'era una volta Psiche

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