
GLI ITALIANI E LA SALUTE
Anoressia, agguato
per 100mila ragazzi
Disturbi alimentari: il 95% tra le donneLa psicologa Schelotto: grazie all’informazione sta andando fuori moda il modello della magrezza
Da Milano FONTE AVVENIRE Giovanni Maspero
Si tratta di uno dei disturbi alimentari su base psichica più noti, eppure l’anoressia continua a colpire migliaia di persone, soprattutto giovani donne. Ma forse la paura delle conseguenze della malattia - e la consapevolezza degli errori insiti in certi modelli esasperati di magrezza - comincia a diffondersi: da qualche anno infatti si assiste a una stasi del numero di pazienti anoressiche. Segni che anche le campagne informative e mediatiche hanno ottenuto qualche effetto. Anche se non può non preoccupare il fatto che il 5 per cento degli adolescenti italiani, circa 100mila ragazzi dai 15 ai 18 anni, ha un rapporto conflittuale con il cibo. Sono dati diffusi dall’Osservatorio nazionale per la salute della Donna (O.N.Da) …..«Il fenomeno purtroppo è ben noto - afferma Gianna Schelotto, psicologa e psicoterapeuta a Genova - ma fortunatamente, pur rimanendo un problema molto serio, dagli anni Novanta a oggi si assiste a una stasi del numero di pazienti anoressiche, mentre aumentano i casi di bulimia, in precedenza sottostimata». La corretta conoscenza di questi disturbi è sicuramente un modo per frenarne la diffusione. «Le campagne d’informazione hanno avuto un ruolo decisivo nel far conoscere queste malattie - continua Gianna Schelotto - se ne è parlato molto e questo ha determinato una minore spinta a rincorrere a canoni di magrezza estrema. Il modello femminile si è un po’ arrotondato, normalizzato. L’anoressica è diventata una malata grave, non un esempio da imitare». …..Nel caso dei disturbi alimentari, sostengono gli esperti, vanno evidenziati i sintomi, sottolineata l’importanza della diagnosi precoce per offrire gli strumenti per accompagnare in modo sereno e propositivo chi è colpito da disordini alimentari su base psichica. «Interventi e libri sull’argomento hanno avuto un effetto di informazione soprattutto sulle famiglie - spiega la Schelotto -. Ci sono maggiori elementi per capire e ci si muove prima. Ora abbiamo dati in più per analizzare i comportamenti e i rischi: la fascia d’età di donne colpite da anoressia è quella delle giovanissime, mentre la bulimia - oggi in aumento - riguarda soprattutto le donne dai 30 ai 40 anni. E di bulimia, un tempo vissuta come un peccato solitario, nessuno ne parlava, perché non c’era la percezione della malattia: anche in questo caso la grande informazione ha fatto sì che queste donne ora si rivolgano al medico con più frequenza. L’informazione è sempre una cosa molto utile, molto importante perché consente di intervenire sulla propria vita e su quella degli altri».

gilberto gamberini









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