
Ipnosi e narcoipnosi
Le tecniche autoritarie fanno parte della storia ottocentesca dell’ipnosi, e in terapia devono oggi considerarsi inutili e obsolete per diverse ragioni: sono traumatiche per il paziente, ostacolano l’ottenimento di risultati terapeutici, e infine non permettono di ottenere nella maggioranza delle persone alcuno stato di ipnosi. Queste tecniche, che sono quelle che ci interessano in questa sede, hanno come caratteristica operativa lo sviluppo di uno stato di dipendenza nel rapporto con l’ipnotizzatore, creato ottenendo un riscontro a una serie di istruzioni gradualmente sempre più assurde e complesse.
A ogni istruzione realizzata, il controllo dell’operatore si estende, aumenta la suggestionabilità e diminuiscono le capacità critiche e reattive del soggetto, finché questi raggiunge e mantiene uno stato passivo di dipendenza e ubbidienza tecnicamente definito sonnambulismo (o sonno lucido).
Lo stato di sonnambulismo è ottenibile, con sole tecniche verbali, in percentuali che secondo i diversi Autori vanno dal 5 al 20 per cento. A mio parere, secondo la mia esperienza, nella presente situazione socioculturale tali percentuali sono errate per eccesso.
In uno stato di ipnosi naturale, cioè indotto solamente con metodiche verbali e relazionali, non è possibile fare compiere al soggetto azioni contrarie alle sue convinzioni morali o al suo benessere.
La diminuzione però delle capacità critiche e di discernimento e il distacco soggettivo dalla realtà che avvengono nel sonnambulismo, danno la possibilità di fare recepire al soggetto come innocue o indifferenti istruzioni altrimenti inaccettabili. Naturalmente solo se tali istruzioni vengono strutturate e formulate in modo efficace: ad esempio, se sul palcoscenico l’ipnotizzatore da teatro ordina a una persona in sonnambulismo di spogliarsi, non ottiene nulla. Se invece da delle motivazioni che rendano accettabili le suggestioni (ad esempio che si trova già solo in camera propria e ha tanto calcio) può ottenere, anche se non totalmente, la realizzazione di ciò che ha
ordinato.
È necessario anche chiarire la distinzione fra suggestioni ipnotiche e suggestioni postipnotiche: le prime hanno un fine operativo e un riscontro immediato nell’ambito dello stato mentale di ipnosi.
Le suggestioni postipnotiche sono ordini o istruzioni dati al soggetto in ipnosi che rimangono operativi e efficaci in veglia per un tempo indeterminato. Inoltre le suggestioni postipnotiche solitamente non dovrebbero venire ricordate in stato di veglia, e possono essere considerate blocchi psichici inconsci indotti artificialmente.
Con il termine narcoipnosi si intende uno stato di ipnosi sviluppato con tecniche verbali su uno stato mentale alterato dovuto all’assunzione di sostanze farmacologiche e/o stupefacenti.
In terapia le sostanze più usate sono state i barbiturici, che causano una subnarcosi,
cioè uno stato di coscienza crepuscolare simile a quello che precede o segue una narcosi farmacologica (Granone).
In un’alta percentuale di soggetti, e in tempi molto brevi, l’ottundimento dei processi percettivi e intellettivi coscienti, della vigilanza e della capacità critica, causato da diverse sostanze psicotrope adatte e somministrate in dose adeguata, rende possibile ottenere con un’induzione di ipnosi eli tipo autoritario (cioè una serie di ordini dati con sempre più decisione e fermezza), la trasformazione dello stato di subnarcosi in uno stato di sonnambulismo.
Primo ESEMPIO
Un istituto bancario ha richiesto una mia perizia in merito a episodi accaduti agli sportelli, per stabilire la veridicità dei racconti dei dipendenti coinvolti, e quindi valutare se vi fosse una loro responsabilità per i danni subiti……
Fonte Riccardo Arone di Bertolino
testi riprodotti a fini didattico esolicativi e non commerciali

gilberto gamberini









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