economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

REIKI pratica e tradizione

Palliativo?

A cura di Silvia Serra Poli

Pubblicato il 09/09/2006

Per molti ormai diventa impossibile negare l'efficacia benefica di ReiKi; almeno sul rilassamento fisico e psichico, sulla rigenerazione dell'energia vitale che si manifesta, specialmente sui malati, con la ripresa della voglia di guarire.

foto intervento

Da un lato fa piacere, a me e a chi come me è impegnato da anni nella diffusione della tecnica di ReiKi, che ne venga sempre più riconosciuta l'efficacia - anche da chi, spesso, ha trascurato la salute dei cittadini in nome di protocolli, gestioni economiche e interessi economici non sempre interessanti per la comunità.

Dall'altro devo ricordare a tutti, ma proprio tutti tutti, che ReiKi NON è una medicina, nè alternativa, nè naturale nè integrativa ecc.

Temo, visti i tempi che corrono e gli interessi che portano sempre più soggetti a guardare al settore del benessere con fare vorace, un tentativo di "medicalizzazione" della tecnica di Usui.

Ricordiamoci SEMPRE che ReiKi è una TECNICA PER L'AUTO GUARIGIONE NATURALE, basata sul riequilibrio energetico e per nulla gestibile come aspirine, antibiotici e via discorrendo.

Agisce sui corpi energetici dal corpo fisico; è uno strumento fantastico, ma se il paziente non è coinvolto nel processo di guarigione in modo CONSPEVOLE i risultati di ReiKi finiranno relegati nello sgabuzzino delle tecniche per il rilassamento profondo!

ReiKi è molto di più! Ricordate che ricevere un trattamento DEVE ESSERE il preludio a un cambio di visuale, alla nuova predisposizione alla vita, a una volontà decisa di lasciare abitudini e convinzioni NON FUNZIONALI al nostro benessere.

L'eccezione, che conferma ovviamente la regola, è costituita dagli interventi in emergenza, dove l'applicazione di ReiKi è immediata per risolvere un problema contingente come distorsione, malore, bruciatura ecc. e non coinvolge necessariamente la consapevolezza del "paziente".
Oppure l'assitenza e il supporto in caso di malatti giunti al termine di un percorso doloroso e irreversibile, come pazienti affetti da malattie incurabili dove più che la consapevolezza di chi riceve il trattamento, conta il sollievo che questo può dare alle tensioni emotive ed esistenziali che esso prova.

Detto doverosamente ciò, eccovi una selezione di pagine web da non perdere!

[...]

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS