
Sconvolgente la nuova campagna pubblicitaria per festeggiare il decennale della console di videogame comunemente conosciuta col nome di Playstation, da parte del colosso dell’elettronica Sony.
Come visibile dalla foto , la campagna pubblicitaria ritrae un giovane che indossa una allusiva corona di spine in cui alle spine si sostituiscono le icone tipiche dei joypad della playstation (il triangolo, la croce a forma di X, il cerchio).
Il messaggio che a detta dei portavoce Sony sarebbe stato evidentemente frainteso, avevo come slogan “dieci anni di passione”.
Durissimi i commenti piovuti dal mondo cattolico. Secondo monsignor Esilio Tonini: “le sacre scritture non si possono utilizzare in questo modo”. Ed ancora “Ci vuole rispetto dei giovani, dei ragazzi, degli adolescenti . Già sento molte volte i bambini che dicono: il paradiso è il posto dove si beve il caffè, ricordando anche in questo caso una pubblicità. Ora i giovani possono pensare che la passione di Cristo serva ad un gioco”.
E don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana: “Si è toccato un momento molto delicato della vita del Cristo, è quasi blasfemo. Non c’è altro messaggio che il gusto di provocare, e mi dispiace pure parlarne perché si rischia di fare ancora più pubblicità”. Ed ha continuato il direttore di Famiglia Cristiana affermando che se analogo comportamento fosse stato tenuto con altre religioni, l’Islam per citarne una, forse le reazioni dell’opinione pubblica sarebbero state più veementi.
Velocissimo ed imbarazzante il dietro-front posto in essere dai responsabili italiani della azienda giapponese, i quali hanno affermato: “Preso atto che è stato frainteso lo spirito del messaggio pubblicitario che voleva essere veicolato, l’azienda comunica peraltro che la campagna è cessata e, anche alla luce delle predette reazioni, non verrà ripresa in futuro”.
Ora mi chiedo come sia possibile che vengono stanziati centinaia di milioni per pianificare una campagna pubblicitaria, elevando a conoscitori profondi dell’animo umano i famigerati creativi pubblicitari, in cui nessuno è stato in grado di prevedere la negativa reazione ad una campagna mediatica , di tale impatto visivo ed allusivo, all’interno di un Paese dove il sentimento religioso occupa il primo posto nella sensibilità dell’individuo medio.
In Italia scherza con i fanti, ma lascia stare i Santi

guidaepistolare









Anteprima del commento