
Dal sito UNIPI.it
“La capacità dell’Italia di essere competitiva nel mercato mondiale è ancora tutta da giocare, anche se per affermare la qualità dei nostri prodotti restano a disposizione pochi anni, probabilmente non più di cinque”. Con questo messaggio, positivo e nello stesso tempo preoccupato, Roberto Colaninno ha avviato la sua analisi sul tema dell’Industria motociclistica italiana nella prospettiva globale.
Il Presidente del Gruppo Piaggio e IMMSI Spa ha parlato per quasi un’ora nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, piena di studenti e docenti della Facoltà e cui si sono aggiunti molti rappresentanti delle amministrazioni locali, tra i quali il Prefetto di Pisa, Dr.ssa Maria Fiorella Scandura, il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, il sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini, l’assessore ai Rapporti con l’Università e la ricerca del Comune di Livorno, Prof.ssa Giovanna Colombini. Presenti anche molte cariche accademiche dell’Ateneo pisano, il presidente della Scuola S.Anna, Riccardo Varaldo, il Direttore del Polo S. Anna-Valdera, Paolo Dario, il presidente dell’Unione industriale Giuseppe Barsotti.
L’intervento di Colaninno è stato preceduto dall’introduzione del Preside della Facoltà, Emilio Vitale, che ha inquadrato in una prospettiva storica il rapporto fra la Piaggio e la Facoltà, che da sempre collabora con l’azienda nel campo della motoristica, della dinamica del veicolo, del design, e della gestione degli impianti produttivi, ed ha quindi chiesto all’ospite una riflessione complessiva sul futuro dell’industria nazionale delle due ruote ed una valutazione delle potenzialità dell’area pisana e toscana, caratterizzata anche dalla presenza di centri di ricerca e formanzione con competenze specifiche nel settore.
Roberto Colaninno, che era accompagnato da un folto gruppo di dirigenti dell’azienda pontederese, fra cui l’A.D. ing. Rocco Sabelli, ha assicurato che la volontà di investire nella Piaggio è dovuta al fascino di una sfida in uno dei principali settori dell’industria manifatturiera…”
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