
A Tredozio, piccolo paese dell’appenino tosco romagnolo in provincia di Forlì, in occasione delle festività pasquali, ogni anno, si svolgono due singolari gare che hanno come protagonista il simbolo pasquale per eccellenza.
L’uovo, che la tradizione vuole benedetto il sabato santo e mangiato a colazione la mattina di Pasqua, è infatti centrale in questa Sagra dalle origini antichissime.
Il giorno di Pasqua le strade animate e ricche di stand ospitano il Campionato nazionale dei mangiatori di uova sode. La manifestazione coinvolge e diverte richiamando un folto pubblico anche dal territorio circostante ad incoraggiare e sostenere i “divoratori ” di turno. La gara di anno scorso ha visto vincitore un tredoziese con l’incredibile risultato di 20 uova mangiate in tre minuti. Anche le donne si cimentano in queste performance e la vincitrice di anno scorso ha strappato il titolo con 3 uova sode mangiate in un minuto.
Difficile non pensare alle quantità di bicarbonato o digestivi vari che i concorrenti saranno costretti poi ad ingurgitare per neutralizzare gli eccessi…. ma forse il movimento e l’agitazione del giorno seguente, lunedì di Pasqua saranno il rimedio più efficace.
E’ infatti questa la giornata in cui si svolge il Palio dell’uovo, antichissima battaglia che vede coinvolti i quattro rioni del borgo di Tredozio e che è preceduta dalla sfilata con i costumi tipici.
La tradizionale disfida si svolge nell’alveo del fiume al centro del paese e prevede il lancio di uova crude tra le squadre contrapposte. I quattro rioni: rione Casone, rione Borgo, rione Nuovo e rione Piazza sono alquanto agguerriti, si contendono la vittoria fra urli, schiamazzi e divertimento generale, riproponendo ogni anno, celato nel fervore e nell’agitazione della gara, un rito augurale di fecondità ed abbondanza.
Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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