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Carl G. Jung

Il sogno come un'opera d'arte

A cura di Marni

Pubblicato il 24/04/2006

"Dobbiamo trattare i sogni tenendo conto delle sfumature, dobbiamo trattarli come un’opera d’arte; non in modo logico e razionale... ma con un certo ritegno e una certa delicatezza. È l’arte creativa della natura a creare il sogno, e quindi dobbiamo essere alla sua altezza quando tentiamo di interpretarlo".

REdon"Dobbiamo trattare i sogni tenendo conto delle sfumature, dobbiamo trattarli come un’opera d’arte; non in modo logico e razionale... ma con un certo ritegno e una certa delicatezza. È l’arte creativa della natura a creare il sogno, e quindi dobbiamo essere alla sua altezza quando tentiamo di interpretarlo".

 

Questo brano tratto da "Analisi dei sogni", la raccolta dei seminari tenuti da Jung dal 1928 al 1930,  mostra quanto Jung  fosse propenso a "seguire" il sogno al di là di ogni speculazione intellettualistica o conoscenza teorica.

 

Per questa ragione  durante le lezioni Jung spronava i suoi allievi a studiare,  approfondire, ad osare, a non fermarsi alla prime supposizioni, a spingersi oltre, fondendo   metodo ed intuizione, concezione psicologica e libere associazioni. E a non fermarsi neppure quando un risultato o un chiarimento appare, perchè le radici del sogno affondano nella profondità dell'inconscio e permettono ben altro: possono indicare strade non battute, illuminare nuovi territori, aprire a soluzioni inattese.

 

Jung sa che ogni interpretazione non è mai completa ed esaustiva, sa che ogni interpretazione  non può considerarsi un'operazione conclusa, sa che il sogno è "....situazione viva, come un animale con le antenne o con molti cordoni ombelicali", ed è quindi necessario considerare  "la sua atmosfera, la storia delle immagini che gli sono sottese.....il luogo in cui è messo in scena, che sia un albergo, una stazione, una strada, un bosco, sott’acqua, ecc" perchè questo fa un'enorme differenza nell'attribuzione di significato.

 

Ed una volta che il risultato pare raggiunto questo va verificato, confrontato con la realtà  del sognatore,"....non fare mai alcuna supposizione, ma accertare i fatti...credo più ai fatti reali che alle teorie"  

 

Ecco allora evidenziata, nel lavoro dei sogni, l'importanza del  dubbio e della verifica empirica che    possono e devono  coesistere con  le intuizioni e capacità di focalizzazione o di sintesi, in una danza continua, frutto di una sensibilità  che si può definire "artistica".

 

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Marzia Mazzavillani Copyright  © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

 

 

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