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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Wed, 08 Oct 2008 00:25:44 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>ARTEVRONA 2008</title>
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	<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 19:17:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>eventi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il più ampio panorama delle gallerie italiane di maggior livello. Le opere di oltre mille artisti moderni e contemporanei. E un dispiegarsi di mostre, premi, performance, eventi, che fanno di ArtVerona una manifestazione di respiro culturale, che indaga e si sofferma sulle varie forme e modalità dell’arte.<br />
Molte le personalità di fama e di competenza che hanno curato o dato il loro contributo ai vari collaterals, quali Renato Barilli, Gabriella Belli, Camilla Bertoni, Fabio Cavallucci, Aurora Fonda, Mario Gorni, Paola Marini, Mara Ambrožič, Camilla Seibezzi, Gabi Scardi, Maria Rosa Sossai, Roberta Valtorta, Angela Vettese.<br />
Ad apertura del tutto, il Forum 08 sulle tendenze evolutive del mercato d’arte moderna e contemporanea. Vi si presenta l’indagine Nomisma “sul commercio di opere d&#8217;arte moderna e contemporanea 2008-2009”, cui segue la tavola rotonda condotta da Massimiliano Tonelli con la partecipazione di Massimo Di Carlo, Alberto Fiz, Anna Mattirolo, Stefano Moreni e Pierluigi Salvatore.<br />
ArtVerona quest’anno dialoga anche con la sua bella ed attrattiva città, attraverso nuove, stimolanti iniziative, programmate in collaborazione con istituzioni, musei, fondazioni. </p>
<p>apertura pubblico: giovedì 16: dalle 16.00 alle 20.00<br />
da venerdì 17 a domenica 19: dalle 10.30 alle 20.00<br />
lunedì 20: dalle 10.30 alle 15.00<br />
Quartiere fieristico di Verona<br />
padiglioni 6 e 7<br />
ingresso: porta Cangrande (da Viale del Lavoro)<br />
uscita consigliata autostrada: Verona Sud<br />
Biglietti: biglietto ordinario: € 15 - biglietto ridotto: € 5 - abbonamento 5 giorni: € 20</p>
<p>aree espositive: padiglione 6: arte moderna - grafica e multipli – bookshop 1 - editoria padiglione 7: arte contemporanea - bookshop 2 - editoria<br />
guida alla visita e catalogo: gratuiti a tutti i visitatori</p>
<p>informazioni: segreteria organizzativa<br />
tel. +39 045 8039204<br />
fax +39 045 8015004<br />
www.artverona.it<br />
staff@artverona.it</p>
<p>ufficio stampa</p>
<p>Merighi Comunicazione<br />
Via A. Verità, 3 - 37121 Verona (Italia)<br />
tel. +39 045 8013546 - fax +39 045 8019820<br />
Valeria Merighi, mob. +39 347 9389704 - merighi@artverona.it</p>
<p> <img src="http://guide.supereva.it/uploads/artverona.jpg" class="left" border="0" width="183" height="250" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081001191727"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081001191727?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081001191727" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081001191727&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F10%2Fartevrona-2008"/></p>
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	<description>Il più ampio panorama delle gallerie italiane di maggior livello. Le opere di oltre mille artisti moderni e contemporanei. E un dispiegarsi di mostre, premi, performance, eventi, che fanno di ArtVerona[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Omaggio a Palladio. 18 allestimenti per la Basilica Palladiana</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2008/10/omaggio-a-palladio-18-allestimenti-per-la-basilica-palladiana</link>
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	<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 19:09:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>palladio architettura mostre eventi</category><category>palladio architettura mostre eventi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 1973, quando uno dei massimi allestitori del Novecento, Franco Albini (con Franca Helg e Antonio Piva), vi presentò una celebre mostra dedicata ad Andrea Palladio, la Basilica di Vicenza è divenuta una palestra che non ha avuto uguali per quanti si sono da allora in poi cimentati con l&#8217;allestimento dei vasti spazi che la costituiscono. Con questi stessi spazi si sono confrontati in tempi più recenti, come racconta Sergio Polano nella pagine di questo libro, alcuni dei migliori architetti contemporanei. Alla medesima maniera, anche se così dicendo non intendiamo suggerire alcuna analogia o alludere ad alcun parallelo, con l&#8217;antica domus communis eretta alla metà del Quattrocento si cimentarono, studiandone l&#8217;apparato di rivestimento e rispettandone la struttura interna, i maggiori architetti del Cinquecento, dallo Scarpagnino a Sansovino, da Sanmicheli a Giulio Romano. Il nuovo involucro eretto intorno all&#8217;antico palazzo sorto dopo la dedizione di Vicenza al dominio veneziano (1404) venne infine edificato da Palladio. Come spiega Donata Battilotti nel saggio che apre questo volume, Palladio diede così prova della maturità da lui raggiunta e della pienezza del suo linguaggio, realizzando un&#8217;opera che lo impegnò dal 1549 sino alla morte e che costituisce uno dei massimi lasciti della cultura architettonica rinascimentale.<br />
La Basilica è il risultato sconcertante della sovrapposizione di culture costruttive diverse, di decisioni assunte sulla base di un serrato confronto tra differenti mentalità, di una mescolanza di spazi altrettanto discordanti, ora soltanto percepibili poiché mascherati sotto il portentoso, unitario apparato che Palladio ordinò intorno alle preesistenze.<br />
Simili a pallidi riflessi di una tale complessità, gli allestimenti che vengono presentati in questo libro registrano le diverse reazioni che questa condizione unica ha suscitato negli architetti incaricati di allestire gli spazi della Basilica vicentina. Per questa ragione gli apparati espositivi da loro progettati sono altrettanto se non più rappresentativi delle mostre allestite, grazie alle quali ciascuno di loro ha avuto modo di presentare la propria opera. Anche questa supposizione ci ha indotto a pubblicare questo libro. Riteniamo infatti che quello ora tra le mani dei lettori, in prima istanza rivolto a coloro che sono interessati all&#8217;arte del mostrare, possa anche aiutare a stilare un bilancio, necessariamente parziale e incompleto ma proprio per questa ragione eloquente, di quanto la cultura architettonica contemporanea ha prodotto.<br />
Avere offerto ad alcuni dei migliori esponenti di questa cultura occasioni tanto privilegiate per stilare a loro volta bilanci del lavoro compiuto nel corso delle loro carriere è un merito che riteniamo debba venire riconosciuto all&#8217;Associazione Culturale Abaco. Negli ultimi vent&#8217;anni, questa Associazione vicentina ha promosso e organizzato le mostre per le quali sono stati realizzati gli allestimenti presentati in questo libro che oltre a documentarne la storia ha anche l&#8217;intento di ricordare che l&#8217;insieme di queste esposizioni rappresenta ormai una tradizione. Sarebbe pertanto auspicabile che la comunità vicentina e la città di Vicenza, tra i cui vanti vi è anche il glorioso passato dell&#8217;architettura che ospita, si impegnassero a conservarla nell&#8217;unico modo in cui è possibile prendersi cura di una tradizione: garantendo ad essa un tranquillo futuro.</p>
<p>Progetti di:<br />
Mario Botta - Renzo Piano - Gino Valle - Gianugo Polesello - Tadao Ando - Gabetti &#038; Isola - Frank O.Gehry - Sverre Fehn - Oswald Mathias Ungers - Alvaro Siza - Franco Purini - Toyo Ito - Steven Holl - Francesco Venezia - Alberto Campo Baeza - Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa SANAA - Eduardo Souto de Moura</p>
<p>Sede: Villa Caldogno, Via Zanella, 3 - Caldogno (Vicenza)</p>
<p>Orario: 10,00/18,00. Chiuso i lunedì e il 25 dicembre </p>
<p>Biglietti: intero 5,00 Euro, ridotto 4,00 Euro, gruppi 3,00 Euro</p>
<p>Catalogo: Electa</p>
<p> <img src="http://guide.supereva.it/uploads/palladio1.jpg" class="left" border="0" width="277" height="317" alt="" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20081001190935"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20081001190935?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20081001190935" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20081001190935&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F10%2Fomaggio-a-palladio-18-allestimenti-per-la-basilica-palladiana"/></p>
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	<description>A partire dal 1973, quando uno dei massimi allestitori del Novecento, Franco Albini (con Franca Helg e Antonio Piva), vi presentò una celebre mostra dedicata ad Andrea Palladio, la Basilica di Vicenza[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>ARTELIBRO FESTIVAL DEL LIBRO D’ARTE</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2008/09/338613.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>scelti_per_voi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai è tradizione, il centro storico, cuore pulsante della vita culturale della città, ospita la quinta edizione del Festival del Libro d&#8217;Arte dal titolo “L’Arte di fare il Libro d’Arte”. Palazzo Re Enzo e del Podestà, Museo Civico Archeologico, Sala Borsa, Sala dello Stabat Mater in Archiginnasio, Piazza Maggiore, Palazzo d’Accursio, Teatro Comunale, Aula Magna di Santa Lucia, Palazzo Poltroni-Turrini-Fondazione del Monte, Palazzo Magnani - Unicredit Banca, Palazzo della Cassa di Risparmio, diventano in occasione di Artelibro le sedi delle mostre mercato di editoria d’arte e del libro antico, nonché di tutti gli eventi collaterali, mostre, dibattiti, lezioni magistrali, presentazioni di libri. </p>
<p>Fin dalle prime edizioni, Artelibro Festival del Libro d’Arte si è qualificato come il punto d’incontro annuale di chi si interessa e tratta di Libri e di Arte. La presenza di editori, librai antiquari, curatori, critici, architetti, artisti, personalità del mondo dell’arte e della cultura è stata di anno in anno potenziata e valorizzata in focus tematici di grande rilevanza e attualità. </p>
<p>Tutte le istituzioni museali e bibliotecarie, le associazioni culturali, le gallerie d’arte e le librerie della città partecipano al festival con mostre e iniziative autonome: durante i giorni di Artelibro Bologna diventa davvero una “biblioteca d’arte diffusa”. </p>
<p>Il Festival è oggi il referente specialistico per l’editoria d’arte e il libro d’antiquariato, mantenendo la funzione di grande kermesse culturale per appassionati e grande pubblico. L’unica fiera-festival del libro d’arte, che intende connotarsi come un centro internazionale da cui partono idee e progetti, assecondando e sviluppando una vocazione di ricerca fortemente specialistica e incentivando incontri e scambi di informazioni. </p>
<p>Programma:<br />
Hanno già confermato la loro presenza i più prestigiosi editori d’Arte italiani, tra i quali citiamo: Aboca, Alinari, Allemandi, Aref, Arsenale, Artcodex, Artestampa, Centro Di, 5 Continents Editions, De Luca Editori d’Arte, Editalia, Galleria Forni, Giunti, Il Bulino, Johan &#038; levi Editore, L’Artistica Editrice, Le magnifiche Editrici, Leo S. Olschki, Libreria Morgana Motta, Panini, Priuli &#038; Verlucca, Sassi Editore, Scala Group, Sillabe, Silvana Editoriale, Skira, Taschen, Treccani, Trident, Utet, Zanichelli, con un ricco programma di presentazioni e incontri che porta alla ribalta la migliore produzione del settore. </p>
<p>Il Centro per il Libro e La Lettura sarà presente con uno stand che esporrà i più importanti libri d’arte pubblicati dal MIBAC. Numerose le case editrici straniere che parteciperanno con un proprio stand o tramite i distributori internazionali. </p>
<p>Molti i nomi eccellenti dei relatori, tra i quali, oltre ai membri del comitato scientifico, Umberto Allemandi, Giuseppina Benassati, Fabio Benzi, Benedetta Bini, Corrado Bologna, Milvia Bollati, Giorgio Bonsanti, Luciano Canfora, Franco Cardini, Flavio Caroli, Enrico Castelnuovo, Germano Celant, Dario Cimorelli, Anna Coliva, Lella Costa, Roberto D&#8217;Agostino, Oliviero Diliberto, Marzia Faietti, Riccardo Fedriga, Hedwig Fijen, Valerio Massimo Manfredi, Piergiorgio Odifreddi, Achille Bonito Oliva, Giulio Paolini, Antonio Paolucci, Serenita Papaldo, Elisabetta Rasy, Fernando Rigon, Gianni Romano, Maurizio Scudiero. </p>
<p>Presente anche l&#8217;Associazione Librai Antiquari d’Italia con oltre 40 espositori che mostreranno le loro rarità librarie, facendo conoscere al vasto pubblico una realtà professionale importante e portando la presenza viva e tangibile di oltre cinque secoli di arte del libro e della stampa, un patrimonio di bellezza, scienza e cultura che, attraversando la storia, si ripropone per nuovi approfondimenti, studi e riletture. </p>
<p>L&#8217;Arte di fare il libro d’Arte diventa, da quest&#8217;anno, il tema guida permanente della manifestazione, che Artelibro 2008 svilupperà in un percorso dedicato agli appassionati e agli addetti ai lavori, toccando alcuni nodi centrali riferiti all&#8217;innovazione tecnologica e ai nuovi orizzonti della second life. </p>
<p>Attraverso mostre, conferenze e incontri, seguendo l&#8217;evoluzione del libro d’arte prima di Gutenberg, dopo Gutenberg fino alla contemporaneità, il festival percorrerà i vari ambiti dell’editoria d’arte, dall’archeologia all’architettura, dalle arti visive alla fotografia e al design, in un iter conoscitivo che dall’antico giunge alla contemporaneità del libro d’artista fino al web. </p>
<p>Alla narrazione storico-artistica principale si accompagneranno momenti di approfondimento molteplici, dall’evoluzione delle tecniche e dei materiali ai correlati mutamenti di scenario per il settore e per la filiera, dal cambiamento dei ritmi e delle esigenze socio-culturali fino al processo di “proliferazione” delle manifestazioni artistiche a livello globale e al nuovo ruolo delle edizioni d&#8217;arte e della critica artistica. </p>
<p>Anche quest&#8217;anno Artelibro farà parte di “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura 2008”, campagna promozionale del Centro per il Libro e La Lettura - MIBAC, Direzione Generale Beni Librari a favore di tutte le manifestazioni dedicate alla lettura e ai libri che si svolgono sul territorio italiano nella stagione autunnale. </p>
<p>Ingresso: gratuito </p>
<p>QuandoDal 25/09/2008 Al 28/09/2008</p>
<p>DoveBologna - Varie sedi storiche della Città </p>
<p>Infoline</p>
<p>Noema srl&#nbsp;<br />
Telefono +39 051 230385&#nbsp;<br />
+39 051 221894&#nbsp;<br />
Email <A class=foglio8 id=Details_rpInfolines_ctl01_lnkInfolineEmail href="mailto:info@noemacongressi.it%20%3Cinfo@noemacongressi.it%3E">info@noemacongressi.it </A>&#nbsp;<br />
Sito web <A class=foglio8 id=Details_rpInfolines_ctl01_lnkInfolineWebSite href="http://www.artelibro.it/" target=_blank>www.artelibro.it</A></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080918020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080918020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080918020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20080918020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F09%2F338613.shtml"/></p>
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	<description>Come ormai è tradizione, il centro storico, cuore pulsante della vita culturale della città, ospita la quinta edizione del Festival del Libro d&amp;#8217;Arte dal titolo “L’Arte di fare il Libro[...]</description>
	
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	<item>
	<title>PALLADIO 500 ANNI. La grande mostra</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2008/09/338473.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>mostre</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La mostra PALLADIO 500 ANNI è la storia di una vita straordinaria e il tentativo di raccontare un mistero: come è stato possibile che il figlio di un mugnaio sia diventato il più famoso architetto degli ultimi cinque secoli?<br />
Il racconto è fatto attraverso &#8220;fotogrammi&#8221; unici, ritrovati in oltre ottanta musei e biblioteche di tutta Europa in cinque anni di ricerche da parte di una equipe internazionale di studiosi provenienti dall&#8217;Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, e Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Innanzitutto 78 disegni autografi di Palladio, molti dei quali ritornano in Italia dopo la vendita da parte di Vincenzo Scamozzi all&#8217;architetto inglese Inigo Jones nel 1614. Consentiranno di cogliere Palladio al lavoro, mentre concepisce i suoi capolavori, presentando anche il Palladio dimenticato, vale a dire quei progetti mai realizzati, o per ragioni finanziarie oppure perché troppo avanzati per il suo tempo: il ponte di Rialto di Venezia, ville grandi come templi antichi, il progetto per un nuovo Palazzo Ducale distrutto dall&#8217;incendio del 1577. Per consentire al pubblico di non addetti ai lavori di comprendere e apprezzare la portata spesso rivoluzionaria di questi disegni, gli esperti hanno curato la realizzazione di oltre trenta modelli tridimensionali che chiariscono lo sviluppo spaziale dei disegni tracciati nei fogli di carta.<br />
Oltre 40 dipinti vi consentiranno di guardare in faccia gli amici di Palladio, ritratti da grandi pittori come Veronese, Tiziano o Tintoretto, ma anche i suoi nemici, come Jacopo Sansovino, di cui Palladio insidia il primato come leader dell&#8217;architettura a Venezia. Splendide vedute di Canaletto e Zuccarelli mostreranno gli edifici di Palladio realizzati per i palladianisti inglesi del Settecento, una vera e propria &#8220;mostra palladiana&#8221; concepita duecento anni fa. Sculture e bronzetti presenteranno per la prima volta il lavoro di artisti come Vincenzo Grandi e Valerio Belli fondamentali per la formazione del giovane Palladio<br />
Ne emerge un Palladio inedito, ben diverso dalle consuete letture classiciste in bianco e nero: un Palladio immaginifico inventore di forme nuove, che crea creative soluzioni per superare le difficoltà imposte dal sito.<br />
Un Palladio che, soprattutto negli anni della maturità, vuole emozionare con i propri edifici, usando il colore, gli ordini colossali, le viste scenografiche.<br />
Un Palladio &#8220;moderno&#8221; come non lo avete mai visto, che cambia il volto di Vicenza e il modo di vivere nelle campagne del Veneto e le quinte del Bacino di San Marco a Venezia.<br />
Capiremo così la portata innovativa del suo messaggio, e l&#8217;attualità della sua convinzione che l&#8217;architettura possa cambiare in meglio il mondo in cui viviamo. Capiremo come sia possibile per il figlio di un mugnaio aver conquistato il mondo.</p>
<p>“Palladio 500 anni. La grande mostra”, Vicenza, Palazzo Barbaran da Porto (Contrà Porti 11), dal 20 settembre 2008 al 6 gennaio 2009. </p>
<p>Orario: dalla domenica al giovedì: 9,30 – 19; venerdì, sabato e festività: 9,30 – 21.<br />
Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro.<br />
Visite guidate su prenotazione: gruppi massimo 25 persone, 100 euro<br />
Scuole massimo 25 persone, 60 euro</p>
<p>Mostra promossa dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Royal Academy of Arts, Royal Institute of British Architects nell’ambito di “Andrea Palladio 500”, manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Comitato Nazionale per il V Centenario della nascita di Andrea Palladio (1508 – 2008) e dalla Regione del Veneto – Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.</p>
<p>A cura di Guido Beltramini e Howard Burns con la collaborazione di Charles Hind e MaryAnne Stevens. </p>
<p>Catalogo edito da Marsilio</p>
<p>Informazioni sulla Mostra e sul Centenario Palladiano:<br />
www. andreapalladio500.it</p>
<p>Prenotazioni ( obbligatoria per gruppi e scuole): 199 199 11<br />
servizi@civita.it<br />
www.andreapalladio500.it</p>
<p>Ufficio Stampa:<br />
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080916020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080916020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080916020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20080916020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F09%2F338473.shtml"/></p>
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	<description>La mostra PALLADIO 500 ANNI è la storia di una vita straordinaria e il tentativo di raccontare un mistero: come è stato possibile che il figlio di un mugnaio sia diventato il più famoso architetto[...]</description>
	
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	<item>
	<title>TORINO SPIRITUALITÀ</title>
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	<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>eventi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>&#nbsp;</p>
<p>L’iniziativa, promossa dal <B style="mso-bidi-font-weight: normal"><I style="mso-bidi-font-style: normal">Comitato Organizzatore di Torino Spiritualità </I></B>di cui fanno parte Antonella Parigi (Presidente), Roberto Tarasco, Gabriele Vacis e Giorgio Vasta, grazie al successo delle scorse edizioni, in particolare quella di settembre 2007 (oltre 30.000 persone provenienti da tutta Italia hanno partecipato agli incontri), è diventata un appuntamento di rilievo nazionale e internazionale. </p>
<p>&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp; </p>
<p>La manifestazione è promossa dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte, dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione CRT con la collaborazione del Centro Interculturale della Città di Torino, della Fondazione del Teatro Stabile di Torino, di MITO SettembreMusica, de Il Mutamento Zona Castalia, delle Librerie Feltrinelli, di Portici di Carta, del gruppo GTT, del Festival de Fès des musiques sacrées du monde e della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Rimanendo fedele alla sua impostazione originaria, <I>Torino Spiritualità </I>quest’anno si arricchisce di ulteriori contenuti e novità che ampliano e approfondiscono il suo nucleo centrale: il dialogo interreligioso e interculturale e la riflessione sulle tematiche attinenti la dimensione etica e spirituale dell’essere umano. </p>
<p>Un incontro tra idee, parole, voci e religioni provenienti da ogni parte del mondo, un laboratorio per porre a confronto le varie forme di pensiero che la spiritualità assume nelle diverse culture e orientamenti religiosi, uno spazio per discutere i grandi temi etici che il mutamento del mondo ci pone e per affrontare le complesse problematiche delle società multiculturali. Una riserva protetta per quanti sentono dentro di sé il senso del limite e l’insufficienza della nostra esistenza, uno spazio per rallentare le nostre vite e fermarci a riflettere sui grandi temi dell’umanità, aiutati e ispirati anche da quei saperi sull’uomo che le religioni rappresentano. Un luogo che non propone solo percorsi di confronto e di discussione di carattere culturale, ma anche momenti di crescita individuale e di intensità introspettiva, nella convinzione che esista una spazio per la spiritualità anche in quelli che non credono. A partire dal settembre 2005 (la manifestazione si svolge sempre nella seconda quindicina di settembre), ogni angolo del centro città è stato coinvolto da questa manifestazione che si rivolge alla coscienza di tutti e di ciascuno, e in questo modo vuole essere vissuta: un&#8217;esperienza collettiva e allo stesso tempo intima e individuale, alla ricerca di uno stile culturale e di vita meno rissoso e vacuo. Sempre fedele alla sua vocazione interculturale e interreligiosa, la manifestazione ha percorso il suo viaggio fra civiltà e tradizioni ascoltando le voci di Premi Nobel, personalità religiose, filosofi, scrittori, scienziati e artisti di tutto il mondo.</p>
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<p>Novità dell’edizione di quest’anno è la costituzione di un <B><I>Comitato di Pensiero e di Ricerca</I></B>, composto da personalità d’eccezione di eterogenea estrazione culturale e professionale, che con i propri studi e la propria sensibilità al tema hanno contribuito ad approfondire e arricchire il programma. </p>
<p>Le personalità coinvolte nel Comitato, che nel corso del tempo hanno dimostrato particolare cura, interesse e vicinanza allo spirito della manifestazione, sono: Elisabetta Bartuli, Padre Enzo Bianchi, Gabriella Caramore, Angel Dario Carrero, Martina Corgnati, Pietro Crivellaro, Duccio Demetrio, </p>
<p>Don Marco Fracon, Vicky Franzinetti, Svamini Hamsananda Giri, Renzo Guolo, Stefano Levi Della Torre, Ugo Perone, Stefano Piano, Pastore Giuseppe Platone, Farian Sabahi, Marina Sozzi, Gianni Vattimo, Elena Viviani, Ugo Volli e Lilia Zaouali.</p>
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<p>Per proseguire il cammino attraverso le diverse forme di pensiero che la spiritualità assume nelle varie culture e nei diversi orientamenti religiosi, quest’anno il Comitato Organizzatore di <I>Torino Spiritualità</I>, con la supervisione scientifica di Alberto Melloni e la consulenza del Comitato di Pensiero e di Ricerca, ha focalizzato il proprio lavoro sul tema centrale, <B><I>Speranze</I></B>,&#nbsp; traendo spunto ispiratore dal passo conclusivo de <I>Le città invisibili</I> di <I>Italo Calvino</I> di seguito citato: “<I>L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l&#8217;inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l&#8217;inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all&#8217;inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio</I>.”</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Il tema <B><I>Speranze </I></B>verrà analizzato e inteso non solo come tensione verso il futuro, come tentativo di fiducia in quello che avverrà, o come memoria ed elaborazione del passato, ma come indagine responsabile del presente, come speranza attiva, immanente, concreta che si applichi e riferisca alla quotidianità, che nel <I style="mso-bidi-font-style: normal">qui e ora</I> ritrovi i nodi cruciali per avviare una riflessione esistenziale profonda.</p>
<p>Tre le sezioni tematiche che approfondiranno l’argomento: <B><I>Le Speranze dell’Italia, Le Speranze del mondo </I></B>e<B> <I>Le Speranze dell’individuo</I></B>.<B></B></p>
<p>Nella sezione <I>Le Speranze dell’Italia </I>verrà indagato il legame, spesso fragile, contorto e ambiguo, che intercorre fra gli italiani e la speranza, il loro modo di progettare il futuro in ambito pubblico, sociale e politico e nella sfera privata (i sogni, le felicità, le ambizioni e le disillusioni). La speranza verrà quindi letta attraverso i prismi e le voci di testimoni impegnati nell’analisi degli aspetti della società, della politica e dell’economia italiana. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p><EM>Le Speranze del mondo </EM>racchiude riflessioni sul panorama mondiale e su temi cruciali della contemporaneità (investimento sul futuro, responsabilità nei confronti dell’ambiente, speranze di Cina e India).<br />
&#nbsp;</p>
<p>Nella sezione <EM>Le Speranze dell’individuo</EM> si approfondirà la dimensione esistenziale dell’essere umano, attraverso l’analisi di una sfera privata che si fa astrazione universale.<br />
&#nbsp;</p>
<p>Tra gli invitati di questa edizione: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Paolo Apolito, Mohammed Arkoun, Alessandro Baricco, Padre Enzo Bianchi, David Bidussa, Leonardo Boff, Eugenio Borgna, Giulio Busi, Milena Carrara Pavan, Giuseppe Cederna, Riccardo Chiaberge, Haim Fabrizio Cipriani, Simona Colarizi, Don Virginio Colmegna, Gherardo Colombo, Duccio Demetrio, Padre Cesare Falletti, Emma Fattorini, Jiso Forzani, Marcello Flores, Padre Guido Innocenzo Gargano, Marcel Gauchet, Miguel Gotor, Mohammad Haddad, James Heisig, Fleur Jaeggy, Ismail Kadaré, Ray Kluun, Gilles Lipovetsky, Marco Lodoli, Ann-Marie MacDonald, Romano Màdera, Vito Mancuso, Jean-Luc Marion, Alberto Melloni, Luca Mercalli, Jurgen Möltmann, Jean-Luc Nancy, Piergiorgio Odifreddi, Moni Ovadia, Stefano Petrucciani, Eugenio Scalfari, Marco Travaglio, Silvia Vegetti Finzi, Guido Viale, Ugo Volli.</B></p>
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<p>Molte le novità e gli appuntamenti di successo riconfermati: oltre alla consueta proposta culturale che, come ogni edizione prevede <I>lectio magistralis</I>, dialoghi, lezioni partecipate, workshop, spettacoli e concerti, nella prossima edizione verranno incrementate le letture con commento.</p>
<p>Tratto peculiare di quest’anno sarà infatti quello di ricollocare in primo piano i testi scritti, ampliando la proposta di <B><I>letture commentate</I></B>, incontri nei quali un ospite speciale sarà invitato a riflettere su un tema partendo da una lettura, un brano, una pagina di letteratura o di un testo sacro, cercando interpretazioni che ne mettano in luce il carattere universale e la contemporaneità. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Arricchirà il programma il progetto speciale <B><I>L&#8217;uomo dopo la catastrofe</I>. <I>Preghiera laica sulla speranza</I></B>, per il quale è stato chiesto a scrittrici, selezionate perché ritenute affini al tema per grado di sensibilità e per la natura delle loro pubblicazioni, di individuare un modo per interpretare e raccontare il rinnovamento delle speranze e il tentativo innato dell’essere umano di trovare una chiave di salvezza. Le autrici (Fleur Jaeggy, Ann-Marie MacDonald e Ornela Vorpsi) svilupperanno l’argomento liberamente attraverso un testo narrativo o una lezione che verrà poi letto dalle stesse protagoniste nella giornata conclusiva di <I>Torino</I> <I>Spiritualità</I>.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Il <B><I>Dizionario delle Speranze</I></B>,<B><I> </I></B>altro progetto speciale,<B><I> </I></B>nasce dalla rinnovata volontà di avvicinare e coinvolgere il pubblico di <I>Torino Spiritualità</I> invitandolo a raccontare con varie modalità le proprie ragioni di speranza. In un’edizione interamente dedicata alla riflessione su un tema cruciale da un punto di vista etico, civile e spirituale come la speranza - ovvero la capacità di sperare di fronte e nonostante la disperazione - si è pensato di coinvolgere il pubblico della manifestazione nella costruzione collettiva di un <I>Dizionario delle ragioni per le quali vale (ancora) la pena sperare</I>. Nelle prime settimane di settembre e durante il festival, verrà chiesto ai partecipanti di raccontare le proprie ragioni di speranza, contemplando sia ragioni collettive che personali, ovvero sia valori pubblici e condivisi che valori del tutto individuali. Le risposte confluiranno in un testo collettivo, un <I>Dizionario delle Speranze</I> che sarà pubblicato sul sito torinospiritualita.org. Una modalità inedita per rendere il pubblico di <I>Torino Spiritualità</I> autore e protagonista della manifestazione.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>La manifestazione di quest’anno sarà introdotta da due appuntamenti denominati <B><I>Aspettando Torino Spiritualità</I></B>, che avranno luogo l’11 e il 15 settembre presso Il Circolo dei Lettori, durante i quali il pubblico incontrerà due ospiti d’eccezione (Lella Costa e Duccio Canestrini) e verrà sensibilizzato e coinvolto nella costruzione del <I>Dizionario delle Speranze</I>. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Il programma della prossima edizione di <I>Torino Spiritualità</I> ospiterà al suo interno il workshop</p>
<p><B><I>Taccuini metropolitani del sottosuolo</I></B> condotto da Duccio Demetrio, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di ascolto attivo, meditazione e scrittura lungo le linee della Metropolitana di Torino, alla scoperta di una dimensione, quella del sottosuolo, con caratteristiche precise e mutevoli, quotidianamente abitata dalla fretta e dagli scambi. L’intenzione è quindi quella di ri-frequentare un luogo contemporaneo, quotidiano e simbolico come la Metropolitana, rileggendo i suoi spazi e i suoi abitanti collocandoli nella memoria e nella percezione attraverso uno sguardo rinnovato e attento agli altri. Il workshop è realizzato in collaborazione con il <B>Gruppo Torinese Trasporti</B>.</p>
<p>Durante il fine settimana del festival verranno organizzati in collaborazione con le <B>Librerie</B> <B>Feltrinelli</B> tre <B><I>laboratori dedicati ai bambini, </I></B>nei quali anche il pubblico più giovane potrà avvicinarsi ai temi proposti. I laboratori si svolgeranno alla libreria <I>la Feltrinelli Libri e Musica </I>di Piazza Cln a Torino e vedranno come protagoniste Donatella Bisutti e Chiara Dattola.</p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">Il Comitato Interfedi della Città di Torino</B>, nato in occasione dei Giochi Olimpici invernali 2006 e composto dai rappresentanti delle principali fedi religiose presenti sul territorio torinese, collabora anche quest’anno con la manifestazione, contribuendo ad arricchire il programma dedicando una riflessione sull’interpretazione del tema <I>Speranze</I> nelle varie religioni e una serie di workshop che si terranno presso Il Centro Interculturale della Città di Torino. </p>
<p>Nella giornata di sabato 27 settembre presso il Cortile del Maglio avrà luogo il progetto speciale, <B>Gipsy Time</B>, ideato e promosso in collaborazione con l’associazione culturale Lava Entertainment. </p>
<p>Un pomeriggio e una serata per capire, grazie alle testimonianze di sociologi, antropologi e appartenenti delle comunità rom, quale speranza possano vivere la cultura Romanì e la popolazione Rom in questo momento storico particolarmente difficile per la loro etnia. <B>Gipsy Time</B> è un’occasione per avvicinare il pubblico di <I>Torino Spiritualità </I>e la cittadinanza alla conoscenza di una cultura, parlando non solo di <I>integrazione</I> ma anche di <I>interazione</I>.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp; Quest’anno il pubblico di <I>Torino Spiritualità</I> avrà a disposizione la più ampia Libreria dedicata alla Spiritualità mai realizzata. Durante i giorni di sabato 27 e domenica 28 settembre <B>Portici di Carta </B>- il progetto promosso dall’Assessorato al Turismo e Commercio della Città di Torino e realizzato dalla <I>Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura </I>insieme ai librai di Torino e provincia coordinati da Rocco Pinto - dedicherà alle linee guida di Torino Spiritualità, agli autori ospiti e a specifici argomenti del programma una grande libreria tematica lunga oltre 150 metri, che si estenderà sotto i portici di via Roma, nel tratto fra piazza Castello e via Cesare Battisti.</p>
<p>Per il quarto anno <I>Torino Spiritualità </I>e <B>MITO SettembreMusica</B> collaborano nella condivisione di appuntamenti, convinti che la musica sia una delle espressioni della spiritualità.</p>
<p>La collaborazione con <B>Reset</B><I>,<B> </B></I>bimestrale diretto da Giancarlo Bosetti,<B><I> </I></B>prevede l’inserimento nel programma di tre appuntamenti denominati <B><I>Uno sguardo non religioso sulla speranza</I></B>. Alcuni dei contributi degli ospiti invitati sono stati e saranno poi pubblicati nella rivista. </p>
<p>Durante la prossima edizione verrà inoltre presentata la collana<B><I> Sguardi</I></B>, pubblicata dalla casa editrice <B>Bollati Boringhieri<I>.</I></B> La collana raccoglie alcuni dei contributi più interessanti che hanno caratterizzato le passate edizioni di Torino Spiritualità, su temi che intersecano la filosofia, la teologia, la storia delle religioni, la politologia, le scienze sociali e quelle umane. </p>
<p><I>Torino Spiritualità </I>da quest’anno ha avviato una collaborazione con il <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Festival de Fès des musiques sacrées du monde</B>, manifestazione di musica e incontri che ha sede nella capitale culturale e spirituale del Marocco. Alla sua quindicesima edizione lo storico festival si propone di raccogliere in una prospettiva ecumenica le grandi tradizioni della musica sacra e spirituale. I due eventi, affini per tematiche trattate e vocazione, dialogheranno attraverso la programmazione di appuntamenti e ospiti comuni.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Infine, tra le novità di questa edizione, si segnala la nascita dell’Associazione<I> <B>Amici di Torino Spiritualità</B></I> - presieduta da Alba Zanini e composta da persone provenienti da ambiti esperienziali, professionali e percorsi formativi diversi - che, condividendo uno stesso orizzonte valoriale, contribuiscono con un piccolo impegno personale al sostegno della manifestazione, supportandola nei confronti della realtà culturale e sociale circostante sia a livello locale sia nazionale e internazionale. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Alcuni degli incontri in programma saranno a pagamento. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">Per informazioni: <A href="http://www.torinospiritualita.org/">www.torinospiritualita.org</A></B></p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">&#nbsp;</B></p>
<p>Ufficio Stampa<br />
STILEMA<br />
Via Cavour 19 - Torino - tel. +39 011 530066 </p>
<p>Roberta Canevari (int. 203) - <A href="mailto:roberta.canevari@stilema-to.it">roberta.canevari@stilema-to.it</A> </p>
<p>Paola Congia (int. 214) - <A href="mailto:info@stilema-to.it">info@stilema-to.it</A> </p>
<p>Francesca Aimar (int. 221) - <A href="mailto:torinospiritualita@stilema-to.it">torinospiritualita@stilema-to.it</A> </p>
<p>Benedetta Musso (int. 213) - ufficiostampa@stilema-to.it</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080912020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080912020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080912020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20080912020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F09%2F338195.shtml"/></p>
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L’iniziativa, promossa dal Comitato Organizzatore di Torino Spiritualità di cui fanno parte Antonella Parigi (Presidente), Roberto Tarasco, Gabriele Vacis e Giorgio Vasta, grazie al[...]</description>
	
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	<item>
	<title>AMICO ASPERTINI 1474-1552</title>
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	<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>mostre</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel bicentenario della Pinacoteca Nazionale, Bologna dedicherà una grande mostra, la prima monografica, al pittore Amico Aspertini (1474-1552), che segnò profondamente l’arte bolognese ed europea del suo tempo per originalità e singolarità di espressione. Le sue opere saranno esposte dal 27 settembre 2008 all’11 gennaio 2009 in una mostra a cura di Andrea Emiliani e Daniela Scaglietti Kelescian, dal titolo AMICO ASPERTINI<I style="mso-bidi-font-style: normal"> </I>1474-1552,<I style="mso-bidi-font-style: normal"> artista bizzarro </I>nell’età di Dürer e Raffaello.<I style="mso-bidi-font-style: normal"></I><br />
<B style="mso-bidi-font-weight: normal">AMICO ASPERTINI</B></p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><I style="mso-bidi-font-style: normal">Uomo capriccioso e di bizzarro cervello</I></B>, come lo definisce <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Giorgio Vasari</B>, Aspertini è una delle figure più amate dalla critica d’Arte (Longhi, Arcangeli) e dal pubblico che rimane sempre affascinato di fronte alle sue bizzarrie, alle sue figure fortemente espressive, ai suoi paesaggi fra naturalismo e classicismo e al forte carattere onirico e materico della sua opera.<B style="mso-bidi-font-weight: normal"></B></p>
<p>Grande disegnatore <B style="mso-bidi-font-weight: normal">ambidestro</B>, era infatti capace di dipingere utilizzando entrambe le mani simultaneamente. In pittura era il più ricercato nella Bologna della prima metà del Cinquecento, tanto da intrecciare rapporti con le famiglie più illustri della città che gli commissionarono opere importanti destinate a essere considerate le più ‘moderne’ del tempo. Pittore, scultore, frescante e disegnatore, Aspertini si mostra come intellettuale profondamente aggiornato sia sulla cultura figurativa nordica sia sul mondo antico, che ebbe modo di visionare di persona durante diversi soggiorni a Roma e che interpreterà in modo personalissimo. </p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">Roma, Firenze, Venezia</B>: Aspertini fu grande viaggiatore per motivi artistici, per indole e anche per motivi contingenti (quando, cacciata da Bologna la famiglia che lo proteggeva, i Bentivoglio, si trasferì a <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Lucca</B> dove affrescò la cappella di Sant’Agostino nella chiesa di San Frediano). Durante i suoi viaggi riproduceva ogni cosa che lo colpiva su alcuni taccuini di disegni, le così dette <B style="mso-bidi-font-weight: normal"><I style="mso-bidi-font-style: normal">vacchette</I></B>: vi si trovano opere di altri artisti, architetture, luoghi e persone. Le <I style="mso-bidi-font-style: normal">vacchette</I> sono una vera miniera storico-artistica, ricercate già allora da pittori e studiosi (il Guercino ne possedeva una) come inestimabile fonte creativa.</p>
<p>Molte delle opere di Amico Aspertini sono andate perdute, e soprattutto gran parte delle decorazioni che ornavano i palazzi signorili bolognesi all’esterno da lui completamente affrescati. Molto significativo doveva essere anche il suo intervento nella decorazione dell’arco trionfale allestito di fronte al Palazzo Pubblico in occasione dell’incoronazione dell’imperatore Carlo V, avvenuta a Bologna nel 1529. Ma anche di quest’opera, ricordata da tutte le fonti bolognesi, fra cui C.C. Malvasia nella <I style="mso-bidi-font-style: normal">Felsina Pittrice</I> del 1678, non resta traccia. </p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">LA MOSTRA</B></p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">La mostra sarà costituita da oltre un centinaio di opere</B> tra dipinti, disegni, codici miniati, libri e ceramiche. Accanto alle opere di Amico, quasi tutte presenti in mostra, saranno esposte <B style="mso-bidi-font-weight: normal">una quarantina di opere di artisti coevi </B>con cui Aspertini si confrontò artisticamente, come <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Dürer,</B> che venne a studiare prospettiva a Bologna nel 1504, o <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Filippino Lippi </B>o <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Raffaello</B>.</p>
<p>Il percorso espositivo avrà una importante sezione in esterni, che potrà essere fruita seguendo un itinerario di cui faranno parte, fra gli altri, i cicli di affreschi nella <B style="mso-bidi-font-weight: normal">chiesa di</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Santa Cecilia e di San Giacomo</B>, e le sculture sulla facciata della <B style="mso-bidi-font-weight: normal">chiesa di</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">San Petronio</B> a <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Bologna</B>; gli affreschi nella <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Rocca</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Isolani di Minerbio (Bologna). </B>Fuori regione, invece, si segnalano i cicli di affreschi <B style="mso-bidi-font-weight: normal">nella Rocca di Gradara (Pesaro) e nella chiesa di San Frediano a Lucca</B></p>
<p><STRONG></STRONG> </p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">CHI HA VOLUTO IL PROGETTO</B></p>
<p>Sotto l’<B style="mso-bidi-font-weight: normal">Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana</B>, la mostra vede come promotori la <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Soprintendenza B.S.A.E. di Bologna e il Comune di Bologna- Cultura e Rapporti con l’Università,</B> con il sostegno della <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna</B> e della <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</B>. La mostra, fortemente voluta dalle istituzioni cittadine, prevede anche un significativo apporto da parte delle principali realtà economiche del territorio, delle associazioni e delle imprese che in essa agiscono, per sostenere e amplificare ai massimi livelli il potenziale ritorno culturale, turistico ed economico originato dalla mostra a livello nazionale e internazionale. La mostra è resa possibile grazie alla <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Società </B>di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Santa Cecilia – Amici della Pinacoteca</B>, che ne segue la gestione. Il progetto di comunicazione è a cura di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Laboratorio delle Idee</B> di Bologna e il catalogo è edito e distribuito da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Silvana Editoriale</B>.</p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal"> </B></p>
<p><B style="mso-bidi-font-weight: normal">IL COMITATO SCIENTIFICO</B></p>
<p>La cura della mostra è di Andrea Emiliani e Daniela Scaglietti Kelescian.</p>
<p>Il comitato scientifico è formato da Heinrich Schultze Altcappenberg, Daniele Benati, Jadranka Bentini, Carla Bernardini, Gian Piero Cammarota, Sandro De Maria, Sybille Ebert-Schifferer, Elena Rossoni, Vera Fortunati, Angelo Mazza, Massimo Medica, Antonio Pinelli, Eugenio Riccomini, Giovanni Romano, Wolfgang Prohaska, Helga von Kügelgen.  </p>
<p>La segreteria scientifica e il coordinamento generale  sono curati da Emanuela Fiori</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080912020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080912020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080912020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20080912020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2008%2F09%2F338197.shtml"/></p>
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	<description>Nel bicentenario della Pinacoteca Nazionale, Bologna dedicherà una grande mostra, la prima monografica, al pittore Amico Aspertini (1474-1552), che segnò profondamente l’arte bolognese ed europea del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>The Scientist video festival</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2008/09/337914.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>scelti_per_voi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 19 al 21 settembre prossimo, a Ferrara, presso la Sala Estense e la Sala Boldini, avrà luogo la seconda edizione di The Scientist 2.008, video festival internazionale.<br />
La rassegna è curata dall&#8217;Associazione Ferrara Video&#038;Arte. Collaborano all&#8217;importante evento diversi esperti del settore, oltre a Milano InVideo, Bassano Opera Festival, Coreografo Elettronico (Napoli), Netfuturismo (Roma), Este edition (Ferrara). Evento promosso infine da Comune e Università di Ferrara, Arci Ferrara, Regione Emilia-Romagna e diverse aziende. Tra le diverse sezioni, video internazionali, videostorici, videodanza, V-Art e V-Art 18, Roby Guerra -in collaborazione con il musicista elettronico Massimo Croce-presenta Net Futurism Marinetti 100, anteprima del prossimo centenario della rivoluzionaria avanguardia italiana fondata da Marinetti (20 febbraio 2009).<br />
In programma video di alcuni dei futuristi attivi contemporanei più significativi: ovvero Antonio Saccoccio (Netfuturismo), Emma Rochester (Australia), Angiola M.Conti (Spagna), gli stessi Massimo Croce e Roberto Guerra. (Contributi nella Sezione futurista anche di Giovanni Tuzet -videopresentazione- scrittore, critico e docente all&#8217;Università Bocconi di Milano, di Andrea Forlani e Eugenio Squarcia, noti artisti ferraresi del settore. Partecipazione straordinaria -infine- di Graziano Cecchini (FTM Azione Futurista di Roma) con il video programmatico Futurismo.</p>
 
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	<description>Dal 19 al 21 settembre prossimo, a Ferrara, presso la Sala Estense e la Sala Boldini, avrà luogo la seconda edizione di The Scientist 2.008, video festival internazionale.
La rassegna è curata[...]</description>
	
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	<title>UN VENTENNIO DI MANIFESTI</title>
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	<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>mostre</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>A Forlì, negli ampi e solenni ambienti dei Musei San Domenico, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì propone la più ampia esposizione sino ad oggi allestita riguardante un momento assolutamente fatidico della storia della comunicazione italiana, quello che intercorre tra gli anni venti e il 1940. Sono gli anni dell&#8217;ascesa al potere del Fascismo, della crescita dell&#8217; industrializzazione, della creazione e sviluppo dei nuovi miti, primo fra tutti quello di una Italia grande e moderna.<br />
La scelta di questo tema non è casuale: Forlì fu infatti oggetto di importanti interventi urbanistici ed architettonici durante il Ventennio, come testimoniano alcuni importanti edifici pubblici che si affacciano sulle principali arterie cittadine: la Stazione ferroviaria, la Casa del Balilla (v.le della Stazione), il Collegio aeronautico &#8220;Bruno Mussolini&#8221; (p.le della Vittoria), il Palazzo delle Poste (p.zza Saffi), la Casa del Mutilato (v. Maroncelli), oggi integrati e rifunzionalizzati nell&#8217;attuale tessuto urbano.<br />
La mostra diventa quindi occasione per riflettere su un momento storico che, urbanisticamente, connotò la città e di cui rimangono testimonianze importanti.</p>
<p>Il materiale esposto proviene dal Massimo &#038; Sonia Cirulli Archive (con sedi a New York e Bologna), la più importante e più ampia collezione privata di manifesti storici oggi esistente in Italia.<br />
Anche se il soggetto principale dell&#8217;esposizione è rappresentato dai manifesti, protagonisti indiscussi, la mostra si propone di approfondire altri ambiti e temi della comunicazione proponendo opere di scultura e pittura, bozzetti originali, modelli legati alla produzione industriale e alla celebrazione patria e diversa documentazione di grande interesse, come la raccolta di 27 figurazioni grafiche di Bruno Munari per &#8220;il Cantastorie di Campari&#8221; o i disegni di Adolfo Wildt per l&#8217;Opera nazionale Orfani di Guerra.</p>
<p>Cinque le ricche sezioni in cui si articola la mostra (quasi 200 le opere esposte e oltre sessanta gli autori).<br />
Si prende avvio da quella intitolata &#8220;Richiami classici e nuovi modelli, la donna e l&#8217;uomo moderni&#8221; con opere di Cambellotti, Cappiello, Dudovich, e di altri protagonisti del cartellonismo nazionale. La &#8220;meccanizzazione e il gioco della figura umana&#8221; sono indagate attraverso una spettacolare sequenza di opere tra cui spiccano i manifesti di Boccasile, Fortunato Depero, Federico Seneca, Atla. Un tema su cui si giocò l&#8217;immagine del Paese fu quello della &#8220;Velocità&#8221; con manifesti che celebravano le gradi imprese automobilistiche e aeronautiche; tra gli autori, Carla Albani, rara cartellonista donna, e Lucio Fontana. Direttamente collegato al precedente, è il tema del &#8220;Volo&#8221;, con modellini originali di aereo, un arazzo di Balla dedicato agli aereomobili, manifesti di Umberto Di Lazzaro e Luigi Martinati. Due sezioni di approfondimento sono riservate alle pubblicazioni editoriali celebrative d&#8217;epoca e ai bozzetti, questi ultimi non solo di manifesti ma di monumenti e altri materiali destinati a comunicare o tramandare il Regime e le &#8220;Italiche Virtù&#8221;. Tra i molti documenti, opere rare o uniche firmate da Thayaht, Ram, Sepo, Calzavara, Depero, Masoero e Bruno Munari.<br />
La sezione conclusiva è riservata alla &#8220;Astrazione della forma&#8221; con manifesti e opere di Bertelli (celebre il suo Mussolini in bronzo), Chelini, Carboni, Mondani, Pluto e, ancora, Boccasile, Sironi, Depero, Balla. </p>
<p>Ecco come Anna Villari, curatrice della mostra, introduce alla mostra stessa:<br />
&#8220;Tra la fine della prima Guerra Mondiale e l&#8217;inizio della seconda, in bilico tra le certezze, le conquiste e gli entusiasmi della modernità e le crisi e gli errori della politica, l&#8217;Italia ha conosciuto nel campo delle arti una delle sue più fervide stagioni creative.<br />
Si tratta di due decenni dominati in tutta Europa e in America dalle sperimentazioni delle avanguardie, in una varietà di linguaggi e di soluzioni che per la pria volta vanno incontro alle nuove esigenze della comunicazione di massa, della propaganda, della diffusione del mercato, di una unificazione, insomma, del vivere e del gusto.<br />
Il manifesto assume in questo quadro un ruolo preponderante, divenendo il veicolo principale - e prediletto sia dagli imprenditori che dal pubblico - di una nuova immagine dell&#8217;Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di propaganda, sicura e assertiva.<br />
Un&#8217;Italia comunque &#8220;moderna&#8221;, infatti capace, anche nel confronto con i altri paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale.<br />
Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento - dai futuristi Balla, Depero, Tato e Prampolini a Sironi, padre del monumentalismo e del muralismo, ad Adolfo Wildt, Duilio Cambellotti, Lucio Fontana - il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni &#8216;20 e &#8216;30 di talenti riconosciuti in tutto il mondo: Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Diulgheroff, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo, Seneca, insieme a molti altri, autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l&#8217;essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici.<br />
A dialogare con i manifesti, che sono anche testimonianza storica concreta dello sviluppo della grande industria italiana - Fiat, Campari, Olivetti tra le altre - è esposta una sezione di sculture, bozzetti, riviste, fotografie, libri illustrati dell&#8217;epoca, grazie ai quali si rende ancora più evidente il continuo trasmigrare di idee e soluzioni da un campo all&#8217;altro delle arti, e l&#8217;eccezionale forza simbolica, comunicativa e globale del segno novecentesco&#8221;.</p>
<p><EM>L&#8217;ARTE DELLA PUBBLICITÁ. Il manifesto italiano e le avanguardie. 1920-1940 Forlì, Musei di San Domenico, 21 settembre - 30 novembre 2008.<br />
Orario: dal martedì. al venerdì 9.30-13.00 / 15.00-17.30<br />
sab. e dom. 10.00-18.00<br />
lunedì chiuso. La biglietteria chiude un&#8217;ora prima.</EM>Ufficio Stampa:<br />
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 </p>
<p><STRONG>Inaugurazione e Vernice per la Stampa</STRONG><STRONG>: sabato 20 settembre, ore 11.30, presso la Sala del Refettorio dei Musei San Domenico (p.zza Guido da Montefeltro, 12)</STRONG></p>
 
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	<title>Fino al 28/9  I COLLAGE DI CONRAD MARCA-RELLI</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>mostre</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nato a Boston nel 1913 da genitori italiani e scomparso a Parma nel 2000, Marca-Relli ha fatto parte del mitico gruppo di artisti che hanno rinnovato l’arte americana svincolandola dall’influenza <EM>dell’Ecole de Paris</EM> e dando vita ad una dinamica esperienza di pittura non figurativa tra lo strutturale e il gestuale, in quella che è stata chiamata <STRONG>Scuola di New York</STRONG> i cui maggiori protagonisti sono stati, insieme a Marca-Relli, Jackson Pollock, Franz Kline, Arshile Gorky, Willem de Kooning e Mark Rothko.</p>
<p>Marca-Relli fu l’animatore del gruppo e organizzò nel 1951 il celebre e leggendario <EM>Ninth Street Show</EM>, il primo evento che ha segnato l’esplosione dei nuovi talenti, ormai definibili i veri grandi maestri del formalismo astratto. L’opera di Marca-Relli, come quella degli altri artisti di questo innovativo e originale movimento, diventa espressione di un soggettivismo esasperato, dell’azione automatica dell’inconscio: la tela è mezzo e tramite fra la materia, il colore, il segno, e l’inconscio dell’artista.</p>
<p>Marca-Relli, appartenente alla seconda generazione di espressionisti astratti, fa propri l&#8217;immediatezza e l&#8217;ardire della scuola newyorkese, e riconduce i valori tradizionali della pittura europea quali raffinatezza, eleganza e rifinitura nella sua arte; gli stessi valori rifiutati a priori da altri appartenenti alla medesima corrente. L&#8217;artista è stato un filtro indipendente e un mediatore attivo tra la storia europea e la nuova visione americana della pittura. È del 1956 una delle sue opere più famose: The death of Jackson Pollock, concepita dopo essere stato chiamato al riconoscimento del corpo dell&#8217;amico Jackson Pollock, tragicamente scomparso in un incidente stradale.dell’avvento dissacratore della Pop Art.</p>
<p>Nei suoi quadri, nei suoi celebri collage (Marca-Relli è universalmente riconosciuto come il fondatore della tecnica del <EM>collage painting</EM>), ha abolito la tradizionale distinzione tra figurativo e astratto, prendendo costantemente la figura come fonte di immagine astratta e elaborando il collage fino a farlo diventare, per la prima volta nella storia dell’arte moderna, un sistema pittorico completo. Dialettica tra materia e figura, con cui si apre il percorso differenziato dell&#8217;astrattismo di Marca-Relli, convivono entrambe nella composizione pittorica, sostenendosi in una vitale lotta l&#8217;una con l&#8217;altra.</p>
<p>Fondamentali opere dell’artista si trovano al MoMA, al Metropolitan e al Whitney di New York, al Guggenheim di Bilbao, di New York e di Venezia, all’Art Institute di Chicago e alla National Gallery di Washington.</p>
<p>L’importanza di questa grande mostra è accresciuta dal vivo interesse di critici, direttori di musei, collezionisti e mercanti per l’opera di un artista che – per il suo carattere schivo e lontano dalla pubblicità – ha molto spesso evitato di partecipare alla grande kermesse che ha coinvolto i suoi colleghi. La rassegna infatti ristabilisce autorevolmente la posizione fondamentale di Marca-Relli nel contesto della storia dell’arte.</p>
<p>In occasione della mostra verrà pubblicato dall’Editore Bruno Alfieri il <STRONG>catalogo ragionato</STRONG> delle opere di Marca-Relli, ricco di 100 tavole a colori fuori testo e 900 altre illustrazioni, con i saggi del critico inglese David Anfam e di Magdalena Dabrowski del Metropolitan Museum of Art di New York, oltre all’inedita autobiografia dell’artista.</p>
<p>L&#8217;Archivio Marca-Relli, attivo dal 1997 a Parma (nato per volontà dell&#8217;artista), ha lo scopo di conservare, promuovere e diffondere la conoscenza dell&#8217;opera del maestro Conrad Marca-Relli.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Crisalide. Narrazioni fotografiche della città invisibile.</title>
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	<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
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    <category>anteprime</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le città invisibili di Italo Calvino, “l&#8217;ultimo poema d&#8217;amore alla città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverla come città”, fornisce un profondo livello di lettura dell&#8217;urbs contemporanea: attraverso la costruzione di città immaginarie, tracciate dalla memoria e dal desiderio, Calvino associa alla registrazione della reale débâcle cittadina una proiezione su un possibile recupero delle sue metastasi.</p>
<p>In questo filone letterario, il progetto Crisalide nasce come un piano di “perlustrazione” fotografica in progress del tessuto urbano e territoriale comasco. Il cuore dell&#8217;operazioni artistiche è proprio il testo di Calvino, non solo come ispirazione tematica, ma come vero e proprio strumento operativo. Il testo calviniano diventa il vademecum degli shooting fotografici sul territorio, fornisce suggestioni teoriche e visive, aiuta, direziona, induce gli artisti nella scelta dei soggetti e dei tagli prospettici.<br />
L&#8217;idea che guida l&#8217;ispirazione è un&#8217;insolita accezione del concetto di invisibilità, un&#8217;invisibilità che ci sta sotto gli occhi: l&#8217;ignorato, il non visto, o meglio, lo s-visto. L&#8217;invisibile calviniano cerca il cuore segreto, il nucleo felice, che giace nascosto nel corpo della città infelice: mettendosi sulle tracce dell&#8217;invisibilità si scoprono simboli ed icone ancora inavvertiti. La fotografia registra questo invisibile, diventando un indice che reca i segni della crisi urbana e la promessa di un suo riscatto.<br />
Conformemente all&#8217;andamento del libro di Calvino - che procede per brevi narrazioni e descrizioni serali - Legnani e Locatelli lavorano per serie parallele, ricalcate sulle “ambascerie” che, nei racconti di Calvino, Kublai Kan commissiona a Marco Polo nei territori dell&#8217;impero, portando in vita una città atemporale e visionaria. Nella trasfigurazione della città reale, Como sarà irriconoscibile ed, insieme, riconosciuta, identificata come luogo teorico per la riflessione. Città invisibile non come sogno, non come luogo comune, ma come linguaggio. La narrazione fotografica vuole svestire questa “crisalide pezzente” (I. Calvino) che è la città contemporanea, aiutarla a decomporsi, per liberarne il mistero e scoprirne la fodera interna.<br />
L&#8217;allestimento di Crisalide scandirà gli spazi espositivi della Galleria in piccole project room che raccoglieranno le serie di scatti in una forma, ancora una volta, narrativa, cercando di ricostruire le tappe della “perlustrazione”. </p>
<p>La mostra fotografica si inserisce nel programma della manifestazione Parolario, che si svolge a Como dal 23 agosto al 7 settembre 2008.</p>
 
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