Il
“E gli altri esseri sono ancora piu’ mostruosi: ecco un gambero a cavallo di un ragno, ecco un teschio sul collo
di un’oca, che gira coperto da un berretto rosso, ecco un mulino che balla la
prisijdka… si sente abbaiare, ridere, cantare, fischiare, fare Hlop! hlop!,
scalpitare di cavalli e voci umani…Tatiana ha terrore.nbsp; Tutti la indicano:
con gli occhi,con gli zoccoli, con le ritorte proboscidi, con le code crestate,
con le zanne, con i mustacchi, con le lingue sporche di sangue, con le corna,
con le dita ossute…. ” (Puskin, poema Eugenio Onegin, V)
Vampiri
russi (vurdalak)
I Vurdalak, o vampiri dei popoli slavi, sono, secondo le convinzioni locali, nulla di meno che
cadaveri usciti dai loro sepolcri per succhiare il sangue dei vivi. Fin qui, le loro abitudini non differiscono da quelle degli altri Vampiri, noti a tutti. Ma questi hanno una caratteristica specifica che
li rende ancor più orribili: i Vurdalak succhiano, di preferenza, il sangue dei
familiari più prossimi e degli amici più intimi; i quali, una
volta uccisi in tal modo, diventano anche loro Vampiri. Pare che in Bosnia e
in Ungheria vi siano stati interi villaggi, trasformati in covi di Vurdalak. Gli
Imperatori tedeschi hanno nominato numerose volte delle commissioni di inchiesta per indagare sui casi di vampirismo. Si
sono tenuti regolari processi, in seguito ai quali si sono esumati i cadaveri, che sono stati trovati gonfi di sangue; allora sono
stati bruciati sulle pubbliche piazze, dopo averne trafitto il cuore. Alcuni magistrati, testimoni di tali esecuzioni, hanno affermato di aver sentito urlare quei cadaveri nel momento in cui il boia spingeva
loro un palo nel petto. Hanno attestato ciò formalmente, sigillando la
loro testimonianza con firma e giuramento”.
(da La
famiglia di Vurdalak di A. Tolstoi (1847))
Secondo le credenze popolari russi, il vampirismo è contagioso. Dicono che anche
se nella campagna russa i Vurdalak non vi divoreranno, Vi faranno una tale paura
da far diventare bianchi i capelli in poche ore…
Upyr e’ un vampiro caratteristico
dell’Ukraina, frequentatore dei cimiteri e i luoghi molto desola.nbsp; Si nutre
di intestini e di sangue di cadaveri. Si differenzia dagli altri vampiri perche’
morde non con i denti ma con la lingua appuntita.
Si dice in Russia che ci sono dei segni della presenza del vampiro: la
sensazione che l’aria si muova, come in una brezza gelida, pelle d’oca sulla
faccia, un leggero annebbiamento, senzazione di essere toccato o leggermente
scosso. I vurdalaki possono essere uccisi con i classici metodi drastici:nbsp;
VIJ - e’ un temuto re degli gnomi
terrestri, divinamente descritto da Nikolaj Gogol nell’omonima novella. E’
una creatura con rami contorti al posto delle braccia e radici nodose al posto
delle gambe, completamente ricoperto di terra, ma la vera paura esono i suoi
occhi…quegli occhi su cui si abbassano palpebre pesanti e minacciose.
Interessante anche il ritratto della donna: mostro e vittima al tempo stesso,
lei rappresenta il tema gotico-sexy della famosa novella.nbsp;
Il filmato tratto da film Il VIJ in formato QuickTime
Movie (il programma e’ scaricabile qui)
oppure in formato RealVideo
streaming (il programma e’ scaricabile qui).nbsp;nbsp;
Da vedere La Maschera
del Demonio di Mario Bava, 1960, film tratto di Il Vij (la trama e’ piu’ che
interessante:nbsp;
1830: diretti a Mosca per partecipare ad un congresso scientifico, il dottor
Chomas ed il suo assistente Goberec attraversano un bosco dove, all’interno di
una fatiscente cappella, trovano il sarcofago di una strega giustiziata un
secolo prima (prima di essere bruciata viva, le era stata applicata sul volto la
cosiddetta “Maschera del Demonio”, un terribile strumento di tortura,
munito di chiodi nella parte interna). Chomas si ferisce accidentalmente ad una
mano: il sangue perduto, provvidenzialmente scivolato sul sarcofago divelto,
riporta in vita la strega…)
.
La sera della vigilia di Ivan Kupala, di Nikolaj Gogol, 1832 (leggi il
racconto in russo qui)
“In quella masseria capitava sovente un individuo, o meglio: un demonio in veste
di individuo. Da dove venisse, perche’ venisse, non lo sapeva nessuno.nbsp; Sta
a bighellonare, si sbornia, e scompare a un tratto come asciugato dall’aria”
non se ne sa piu’ nulla.nbsp; All’improvviso - rieccolo, come se fosse caduto
giu’ dal cielo, a trottelare per le strade di quel villaggio di cui oggi non e’
rimasta neppur la traccia… Raduna quanti cosacchi incontra, e - risa, canzoni,
fiumi di denaro e torrenti di vodka…nbsp; Se fa la corte a qualche bella
ragazza: nastri, orecchini, collane, da non saper piu’ dove metterli!nbsp; E’
vero che le belle ragazze restavano un poco perplesse, ricevendo quei doni:
chissa’? poteva darsi, davvero, che fossero passati attraverso le mani impure.
… come rifiutare il regalo di Basavrjjuk? Ma, se l’accetavi, la notte dopo
ecco che, dal brago, ti veniva a far visita uno di quegli amiconi con le corna
in testa, e - dagli a stringerti il collo, se al collo hai un monile” a
morderti un dito, se al dito hai un anello” o a tirarti le trecce, se vi
hai intrecciato un nastro.”nbsp;nbsp;
nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;
Leggi i migliori racconti fantastici di Gogol on-line, in russo: Il
Vij, La
terribile vendetta, L’annegata,
Il posto stregato,
Sorochinskaja
Yarmarka. La raccolta di novelle divenne un film, con alcune varianti
rispetto all’originale, VECERA NA CHUTORE
BLIZ DIKAN’KI, di regista E. Rjazanov. E’ un
indescrivibile incubo favolistico…

Natasha Dvornikova









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