
Alcamo: strada
del vino tra storia e natura
Studiosi di livello
nazionale hanno sottolineato come uno dei punti di forza del territorio è
costituito dalle sue qualità ambientali - L’ itinerario del “nettare
degli Dei” evidenzia anche la forte e diffusa concentrazione delle
risorse storico-culturali della zona
di Dario Raffaele
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width=200 align=right>“Strada del Vino” significa
valorizzazione dei territori a vocazione vinicola, con particolare riferimento
ai luoghi delle produzioni qualitative di cui alla legge 10 febbraio 1992, n.
164, e successive modificazioni.
Le “Strade del Vino” sono percorsi
segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori
naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole
o associate aperte al pubblico; esse costituiscono strumento attraverso il quale
i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati,
commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica. Le attività di
ricezione e di ospitalità, compresa la degustazione dei prodotti aziendali e
l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte da
aziende agricole nell’ambito delle “Strade del Vino”, possono essere ricondotte
alle attività agrituristiche.
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width=200 align=left>E’ nel cuore della Sicilia occidentale, a cavallo delle
province di Trapani e Palermo, che il territorio dell’Alcamo doc si
affaccia sull’ampio specchio del Golfo di Castellammare. Al visitatore
non frettoloso, che non si accontenta di immagini stereotipate della Sicilia,
basta lasciare l’autostrada A/29 per scoprirne la straordinaria e seducente
bellezza.
Un paesaggio ampio e dolcemente collinare dominato dalla
presenza dei vigneti che disegnano verdi geometrie di filari ordinati su terre
assolate e dai colori cangianti: dal bruno delle argille, al rossastro delle
sabbie, ai bianchi calcari pietrosi.
Nella vallata di
Calatubo, lungo il fiume Freddo e su monte Pietroso, ad oltre 500 metri
di altezza, dovunque si posa lo sguardo, si scorgono filari di
vigneti ben coltivati e architetture rurali ben inserite nel paesaggio
della campagna.
Semplici case dei contadini, bianche di calce, o bagli,
ville e castelli della nobiltà terriera, di grande interesse storico e
architettonico, raccontano la storia di generazioni di uomini che hanno lavorato
le vigne e vissuto questo territorio fin dall’antichità.
La strada
del vino Alcamo doc evidenzia la presenza sul territorio di una forte e diffusa
rete di cantine e aziende vitivinicole che imbottigliano e hanno
maturato un’esperienza e una disponibilità all’accoglienza enoturistica: sulla
direttrice Alcamo-Camporeale, le aziende Rapitalà , Spadafora, Saraceno, ma
anche l’azienda Vesco e la S.Antonio. Nella direzione di Calatafimi-Segesta le
aziende Marzuko e Ceuso.
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width=180 align=right>Ma l’itinerario del vino Alcamo doc evidenzia anche la
forte e diffusa concentrazione delle risorse storico-culturali del
territorio, che possono costituire mete di interesse turistico:
Segesta e Monte Jato, il sistema dei
castelli (dei conti di Modica, dei Ventimiglia, di Calatubo), i centri
storici con il loro patrimonio d’arte, la diffusa presenza di bagli, ville e
masserie, nonché le architetture delle tonnare e dei mulini ad acqua.
Punti
forti del territorio sono anche le risorse ambientali: le
riserve naturali di Bosco d’Alcamo su Monte Bonifato e dello
Zingaro, il complesso di Monte Inici, la querceta di
Angimbè, le acque termali segestane, il lago
Poma e i corsi d’acqua.
Il territorio dell’
href="http://guide.supereva.com/vino/interventi/2005/02/197244.shtml">Alcamo
doc è conosciuto come uno dei territori storici del vino siciliano.
Studiosi di livello nazionale hanno sottolineato come uno dei punti di forza del
territorio alcamese è costituito dalle sue qualità ambientali che consentono la
produzione di vini con diversi profili sensoriali e qualitativi, in grado di
competere sui mercati nazionali e internazionali.
Attualmente il
territorio vitivinicolo dell’Alcamo doc (circa 15.000 ettari) è interessato da
notevoli processi di riconversione e innovazione, che vedono una progressiva
sostituzione del tradizionale monovitigno di uve bianche di
Catarratto con impianti di altre uve bianche più innovativi ma
sopratutto di uve rosse.
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Giusy Mauro-1408









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